Penelope Fitzgerald, nata Penelope Knox, è stata una scrittrice britannica, vincitrice del Booker Prize nel 1979 per il romanzo La casa sull’acqua.
Nascita: 17 dicembre 1916, Lincoln, Regno Unito
Morte: 28 aprile 2000, Londra, Regno Unito
Vinicio Capossela
Vinicio Capossela è un cantautore, polistrumentista e scrittore italiano. È uno tra gli artisti con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco.
Nascita: 14 dicembre 1965 (età 58 anni), Hannover, Germania
Luciano Bianciardi
Luciano Bianciardi è stato uno scrittore, giornalista, traduttore, bibliotecario, attivista e critico televisivo italiano. Contribuì significativamente al fermento culturale italiano nel dopoguerra, collaborando attivamente con varie case editrici, riviste e quotidiani.
Nascita: 14 dicembre 1922, Grosseto
Morte: 14 novembre 1971, Milano
Emmanuel Carrère
Emmanuel Carrère d’Encausse è uno scrittore, sceneggiatore e regista francese.
Nascita: 9 dicembre 1957 (età 67 anni), XVI arrondissement di Parigi, Parigi, Francia
Breve storia del tardo impero ottomano
Un appassionante viaggio nel cuore dell’Impero ottomano, il «malato d’Europa», alle prese con le sfide della modernità.
Già per il fatto singolare di essere esteso su tre continenti e di essere la porta tra di essi, l’Impero ottomano era lo Stato più cosmopolita e (come sovente è ricordato) con elevati livelli di tolleranza tra popoli culture e religioni. Questo è forse il motivo per cui oggi, in tempi di crescenti rivalità etniche, sembra aumentare la curiosità verso di esso da parte di coloro che si interessano di storia. Scomparve subito dopo la fine della Grande Guerra quando era considerato da decenni il «grande malato» d’Europa. Ma era davvero così o questa considerazione era solo una rappresentazione delle narrazioni nazionalistiche fatte proprie dagli Stati-nazione?

Per l’autore di questo libro, che racconta gli anni del tramonto tra il 1789 e il 1918, rispondere alla domanda significa ricostruire il modo in cui l’impero affrontava «la sfida essenziale di forgiare una risposta ottomana alla modernità», sfida della modernità che investiva in quell’epoca tutte le monarchie europee. E questa ricostruzione permette di tentare una visione diversa delle cose: «Non furono le dinamiche interne dell’impero ma il nuovo ordine internazionale a suonare la campana a morto del “malato d’Europa”. Sebbene non avesse il potere innato di trasformarsi in un nuovo tipo di impero più adatto all’epoca moderna, i suoi dirigenti avrebbero potuto prolungarne notevolmente la vita se nel 1914 avessero op-tato per la neutralità».
Lo scopo dello storico dell’Università di Princeton Hanioğlu è dunque quello di sfatare il mito negativo di una «concezione della tarda storia ottomana eccessivamente teleologica, risultato inevitabile e prevedibile del declino di un impero multinazionale», e in quanto tale destinato a un «crollo al ritmo incessante della marcia del progresso (di solito associato all’occidentalizzazione, alla secolarizzazione e al nazionalismo)». Privilegiando le tendenze e le analisi, rispetto agli eventi singoli e alle cifre, come richiede un’opera di sintesi, questa Breve storia oppone alle grandi astrazioni ideologiche (riassumibili nei termini di arretratezza orientale/modernità occidentale) le concrete contraddizioni proprie della vita della società ottomana in tutte le sue sfaccettature: esamina il permanente contrasto tra centralismo e governi locali, i burrascosi cambiamenti socioeconomici, quelli culturali, la necessità di integrare le politiche ottomane entro il quadro contemporaneo europeo e mondiale.
E il risultato non è solo quello di una più adeguata e approfondita conoscenza della storia, ma anche quello della comprensione delle radici dell’attualità, della vera eredità lasciata dalle rovine di quell’impero – cioè la Turchia di oggi, il Medio Oriente, una parte importante dell’Europa –; eredità con cui il mondo è fortemente alle prese oggi.
Autore M.Sukru Hanioglu tradotto da Alfonso Geraci
Editore Sellerio, La diagonale. Pagine 340 ISBN 9788838945274
Gli europei e il mondo.
Civiltà, imperi, economie da Tamerlano alle guerre dell’oppio.
Grande storia di sintesi dal 1400 al 1800 Gli europei e il mondo ripercorre gli eventi che portarono al nascere e all’affermarsi del dominio occidentale sul mondo: l’ordine economico e geopolitico creato dagli europei che oggi viene rimesso in discussione da protagonisti che possono apparire nuovi mentre sono in realtà da sempre gli attori del teatro globale.
«Cambiando la dimensione percepita di ciò che è il mondo presente, deve cambiare anche, se lo si vuol conoscere, la percezione del suo passato». Gli europei e il mondo ripercorre i grandi eventi che portarono al nascere e all’affermarsi del dominio occidentale sul mondo: l’ordine economico e geopolitico creato dagli europei che oggi viene rimesso in discussione da protagonisti che possono apparire nuovi mentre sono in realtà da sempre gli attori del teatro globale.

L’analisi inizia intorno alla metà del XIV secolo: una serie di avvenimenti – il più suggestivo dei quali, le scorribande di Tamerlano tra Asia ed Europa – mette fine «all’Eurasia di Marco Polo», si spezza la continuità dalla Spagna alla Cina mediata dall’Islam, grazie alla quale la periferica Europa era entrata nei grandi circuiti mondiali di commercio e di civiltà. Il capitolo finale ricostruisce gli scenari delle guerre dell’oppio di primo Ottocento: attraverso l’imposizione violenta, che soggioga la Cina a colonia di fatto, si completa il disegno europeo di «attaccare il sistema produttivo dei grandi paesi asiatici e di metterne gli enormi mercati al servizio del proprio sviluppo». Sono quindi i cinque secoli dell’assalto dell’Europa al mondo. Secoli che la storiografia tradizionale di stampo eurocentrico dipinge come il processo continuo e necessario con cui l’Occidente attraeva nel campo della civiltà aree sottosviluppate, cioè permetteva «al mondo di entrare nella storia».
Questo modello eurocentrico implica enormi oscuramenti e illusioni ottiche sulla realtà storica. Per esempio non ci ha fatto mai «sospettare che l’Islam sia stato sul punto di conquistare il mondo, che Cina e India siano state, fino agli inizi del secolo XVIII, i paesi più ricchi». Ma soprattutto disorienta nella comprensione del presente perché «non ci dice nulla delle grandi civiltà del nostro mondo», le stesse risorgenti antiche civiltà che stanno oggi plasmando la nuova epoca. La prospettiva che invece questo libro abbraccia è quella della globalità e della connessione. In essa il tempo storico si snoda quale pluralità di civiltà, ciascuna compiuta in sé funzionalmente, e al contempo collegata sistematicamente alle altre.
Questo concretamente significa che metà dei capitoli è dedicata ai paesi extraeuropei, in una alternanza che fa vedere come realtà di primo piano secondo il vecchio eurocentrismo decadano, mentre altri fatti, di solito trascurati, risaltino pieni di conseguenze. E grazie all’impostazione che non teme il disegno globale, emergono le grandi domande della storia: perché – ad esempio – non è stata la Cina, così a lungo prevalente, ad invadere l’Occidente? Qual è stato il ruolo dell’Islam di mediatore e diffusore di civiltà? Rivoluzione industriale occidentale o diffuse rivoluzioni industriose? Grande storia di sintesi, Gli europei e il mondo mette di fronte al lettore «i frutti di un lavoro storiografico internazionale che trova difficoltà ad entrare nella nostra storiografia», affinché non restino relegati agli specialisti. Quando, al contrario, formano un sapere prezioso per capire dove stiamo andando, «riemergendo nelle vicende dei nostri giorni nodi dei secoli passati: Taiwan, Afghanistan, via della seta, Africa, sunniti, sciiti, Balcani, Crimea, Ucraina, Mar Nero, Polonia, Stati baltici».
Autore Gino Longhitano. Gino Longhitano ha insegnato Storia moderna al’Università di Catania. I suoi studi si concentrano in particolare sul liberalismo e sulla Francia tra Settecento e Ottocento.
Editore Sellerio, pagine 480 ISBN 9788838945977
L’impero ottomano
Sorto nel XV secolo sulle rovine dello stato selgiuchide e di Bisanzio, l’impero ottomano si estende rapidamente sino alle frontiere dell’Austria-Ungheria, in Medio Oriente e nell’Africa settentrionale. Il volume ne ripercorre la storia politica dalle origini all’apogeo, e poi fino alla sua disgregazione, cominciata già nel XVII secolo e consumatasi nel corso dell’Ottocento, con il risveglio dei nazionalismi balcanici e sotto la spinta imperialista delle nuove potenze industriali.

Particolare attenzione è dedicata all’economia, alla cultura, alle arti e al ruolo delle donne nella società ottomana.
Autore Suraiya Faroqhi, tradotto da Lea Nocera
Suaraiya Faroqhi ha insegnato Ottomanistica alla Ludwig-Maximilians-Univesitat di Monaco di Baviera.
Edizione Il Mulino, Storica paperbacks. ISBN 9788815279316
La letteratura araba
Dagli oscuri inizi nel V secolo ai giorni nostri, viene presa in esame un’ampia varietà di testi letterari, che l’autore raggruppa per generi: dal libro sacro dell’Islam, il Corano, al patrimonio della poesia, della prosa narrativa, del teatro e della letteratura critica. Emerge così la continuità che lega la produzione contemporanea alla illustre eredità del passato, secondo una linea di sviluppo che include il ricco filone di letteratura popolare e il suo più celebre esempio: le “Mille e una notte”.

Autore: Roger Allen tradotto da Bruna Soravia
Roger Allen è professore di Letteratura araba alla University of Pennsykvania di Philadelphia.
Pagine 326 edizione Il Mulino, collana Le vie della civiltà, anno 2006.
ISBN 9788815114631
I ragazzi addormentati
Anthony non sa quasi nulla di suo zio Désiré, ormai morto da tempo. Persino il suo nome è a malapena pronunciato, come se anche il solo nominarlo potesse richiamare dolorosi segreti dal passato. Ma la curiosità spinge Anthony a cercare le tracce di quella vita misteriosa tra le fotografie e i documenti, nelle pieghe dei silenzi, in mezzo alle parole sconnesse del nonno affetto da Alzheimer. E la verità lentamente viene a galla. Dall’ascesa sociale dei nonni, che gestiscono la macelleria del paese, ricostruisce la vicenda del loro figlio prediletto, lo scapolo più ambito, quello che di giorno lavora in uno studio notarile e di notte frequenta tutti i locali più alla moda.

Quello che vive una doppia vita, da un lato le aspettative della famiglia piccolo-borghese, dall’altro la tendenza agli eccessi, e che una mattina viene ritrovato per strada, crollato con una siringa nel braccio; o «addormentato», come si diceva al tempo. In un piccolo villaggio della campagna francese, dove tutti sanno tutto, lo scandalo è forte, la malattia di cui è affetto rappresenta uno stigma sociale da evitare a ogni costo. Désiré ha contratto l’AIDS, proprio quando tutto il mondo inizia a parlarne, e il suo crollo psicologico e poi fisico trascina con sé tutta la famiglia.
Autore: Anthony Passeron traduzione di Chiara Manfrinato
Editore: Ugo Guanda, narratori della Fenice
Pagine 240
ISBN 9788823532946
La casa del silenzio
Fatma, insieme al nano Recep, figlio illegittimo del suo defunto marito, vive ancora nella casa in cui si trasferì con il suo sposo – un medico fallito, attivista politico e alcolista – quando decisero di abbandonare Istanbul agli inizi della rivoluzione del 1908. Nella cadente villa in legno Fatma, altezzosa e bisbetica, trascorre i giorni e le notti assorta nei ricordi, a rodersi in un cupo sentimento. I suoi figli sono morti, ma i suoi tre nipoti ogni estate vanno a trovarla per un breve soggiorno.

Faruk, il maggiore, è uno storico che, abbandonato dalla moglie, ha trovato nell’alcol un efficace palliativo alla noia; Nilgün è un’affascinante studentessa progressista che sogna una rivoluzione sociale che non arriva mai; il giovane Metin è un genio della matematica che vuole emigrare negli Stati Uniti per arricchirsi. Tutti e tre, per motivi diversi, desiderano che la nonna venda la casa.
Autore Orhan Pamuk, traduzione di Francesco Bruno
Einaudi editore, collana Super ET, ISBN 9788806183516
Pagine 372
L’ Iran dietro le porte chiuse
Un reportage pieno di umanità e colore, divertente e illuminante.
Stephan Orth, autore e giornalista pluripremiato, ci conduce in un Iran affascinante, pieno di storia e atmosfera ma spesso frainteso e ancora raramente visitato dai viaggiatori occidentali. Si muove per oltre novemila chilometri, trascorre sessantadue giorni in questa misteriosa repubblica islamica per regalarci un angolo visuale inedito e rivelatore di ciò che accade dietro le quinte di una delle società più chiuse del mondo.

Ogni giorno, grazie all’insuperabile ospitalità di cui può godere, racconta i due Iran che coesistono uno accanto all’altro: quello ufficiale e teocratico e quello privato in cui le aspirazioni a felicità, sentimenti, amicizia sono coltivate con riserbo e con abilità districandosi tra le rigide leggi del proprio Paese. Sebbene la pratica di viaggiare cercando alloggio nelle abitazioni private sia proibita in Iran per motivi di sicurezza interna, decine di migliaia di iraniani offrono ospitalità online. Orth approfitta così di questa possibilità per raccontare il Paese dietro le porte chiuse. Un reportage pieno di umanità e colore, divertente e illuminante.
Autore Stephan Orth, traduzione di Melissa Maggioni
Keller editore, collana Razione K, 314 pagine
Sad girl. La ragazza come teoria.
«Ero triste, di una tristezza vischiosa e pervasiva, come melassa o incenso. E soprattutto, era cosi che volevo descrivermi». A vent’anni Sara Marzullo non sa spiegare la sua malinconia, così se la tatua addosso, si veste di nero e legge solo poetesse. All’improvviso la confusione e lo spaesamento della giovinezza si condensano in un’identità che è anche, indissolubilmente, un’estetica, quella della sad girl. In mezzo a Sylvia Plath e Anne Sexton, Le vergini suicide, Tumblr e innumerevoli altre testimonianze raccolte online di ragazze interrotte, scopre di essere meno sola, ma soprattutto che le ragazze, perfino quelle tristi, sono irresistibili oggetti del desiderio.

Oggi, dieci anni dopo, Marzullo si interroga su cosa si nasconda dietro l’ossessione sociale e culturale verso le giovani donne. Dal capitale erotico al business sempre rinnovato delle pop star, dall’industria della prima persona al tema dominante della ragazza scomparsa, questo libro indaga e smonta gli archetipi e gli stereotipi che plasmano le ragazze condizionandone i comportamenti e l’educazione sentimentale e sessuale.
Autore: Sara Marzullo
Editore: 66thand2nd Collana: Bookclub
Pagine: 176 p., EAN: 9788832973297














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