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Tag: Capricorno

Le scrittrici della piccola biblioteca Manipa

Simone de Beauvoir e il femminile

Posted on 22 Dicembre 202522 Dicembre 2025 by MANIPA

Simone de Beauvoir smonta l’idea che essere donna sia un destino naturale: in Il secondo sesso e negli scritti raccolti in La femminilità, una trappola mostra come il “femminile” sia una costruzione sociale che imprigiona, e insieme invita le donne a diventare soggetti liberi.​

Simone de Beauvoir oggi

  • Filosofa esistenzialista e militante femminista, de Beauvoir lega sempre teoria e vita: la libertà non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana, soprattutto per le donne.​
  • La sua celebre formula «Donna non si nasce, lo si diventa» riassume l’idea che nessuna “essenza femminile” ci precede: sono educazione, ruoli, sguardo degli altri a fabbricare la femminilità.​

“Il secondo sesso”: nascita del “secondo”

  • In Il secondo sesso de Beauvoir mostra come l’umanità sia pensata al maschile: l’uomo è il Soggetto, la misura di tutto, mentre la donna viene definita come “Altro”, in funzione di lui.​
  • Analizzando biologia, psicanalisi, storia e società, l’autrice racconta come le donne siano state relegate a ruoli fissi (sposa, madre, oggetto del desiderio) e private di autonomia economica e simbolica.​

La femminilità come costruzione

  • Per de Beauvoir la cosiddetta “femminilità” non è una verità del corpo, ma una norma: un copione di grazia, seduzione, docilità e cura che viene insegnato fin dall’infanzia.​
  • Questo copione spinge le donne a guardarsi con gli occhi degli uomini, a piacere prima che a viversi, trasformando il proprio corpo in oggetto da esibire più che in strumento di libertà.​

“La femminilità, una trappola”

  • La femminilità, una trappola raccoglie articoli e scritti inediti (1927-1983) in cui de Beauvoir denuncia come l’ideale tradizionale di donna – moglie devota, madre sacrificata, eterna giovane seducente – sia una gabbia dorata.​
  • L’autrice mostra quanto faccia ancora paura una donna indipendente e desiderante “a pieno titolo”, e chiede relazioni fondate non sulla sottomissione, ma su un amore tra eguali.​

Un invito a “diventare”

  • Leggere oggi de Beauvoir significa interrogarsi su quanta parte della nostra identità sia scelta e quanta sia ancora risposta ad aspettative di genere, familiari, sociali.​
  • Il suo invito è radicale: uscire dalla trappola del “secondo sesso” e della femminilità prescritta per scegliere, ogni giorno, i gesti concreti della propria libertà.
Il calendario delle scrittrici Manipa

Capricorno che scrive: sei vite, un solo destino di responsabilità

Posted on 22 Dicembre 202522 Dicembre 2025 by MANIPA

Il Capricorno nelle scrittrici è il segno della costruzione: disciplina, tenacia, sguardo lucido sul reale e una permamente serietà etica che attraversa temi, stile e biografie. Queste autrici capricornine scrivono spesso di lavoro, responsabilità, corpo sociale e destino individuale, come se ogni pagina fosse un cantiere in cui mettere alla prova il mondo.

Il Capricorno e la scrittura

  • Segno di terra governato da Saturno, il Capricorno è associato a rigore, pazienza, ambizione e senso del limite, qualità che spesso si riflettono in scritture sobrie, analitiche e concentrate su realtà sociali e psicologiche complesse.
  • Nelle autrici di questo segno si ritrovano spesso protagoniste alle prese con il lavoro, le strutture di potere, la responsabilità verso gli altri e la fatica di emanciparsi: la letteratura diventa così un esercizio di resistenza e di coscienza.

Gina Berriault

Gina Berriault Manipa
  • Gina Berriault (1 gennaio 1926–1999), scrittrice statunitense, è maestra del racconto e di brevi romanzi che indagano vite marginali, fragilità emotive e rapporti familiari con uno sguardo insieme severo e compassionevole, tipicamente capricornino nella sua attenzione alla dignità dei personaggi.​
  • Tra le sue opere più importanti: le novelle Piaceri rubati, Le luci della terra, e la raccolta di racconti Donne nei loro letti, tutti pubblicati in Italia da Mattioli1885.​

Marchesa Colombi

  • Maria Antonietta Torriani, nota come Marchesa Colombi (1 gennaio 1840–1920), è stata una delle prime giornaliste italiane del Corriere della Sera e una narratrice attenta alla condizione femminile, alle vite quotidiane di provincia e al lavoro delle donne, con uno stile realistico e ironico.​
  • Tra le opere più rilevanti: il romanzo Un matrimonio in provincia, la lunga novella In risaia, che denuncia lo sfruttamento delle mondine, e il manuale di costume La gente per bene, dove riflette sul ruolo sociale delle donne.​

Simone de Beauvoir

Simone de Beauvoir
  • Simone de Beauvoir (9 gennaio 1908–1986), filosofa, romanziera e saggista francese, ha intrecciato esistenzialismo e femminismo, trasformando la propria vita in un laboratorio teorico, in perfetto stile capricornino: disciplina intellettuale, durezza verso se stessa, radicalità etica.​
  • Tra le opere fondamentali: i romanzi L’invitata, Il sangue degli altri, I mandarini (Prix Goncourt), i saggi Il secondo sesso e L’etica dell’ambiguità, oltre al ciclo autobiografico iniziato con Memorie di una ragazza perbene.​

Anna Kuliscioff

Io in te cerco la vita Kuliscioff
  • Anna Kuliscioff (9 gennaio 1857–1925) è stata una rivoluzionaria russo-italiana, medico e figura centrale del socialismo italiano, più nota come militante e teorica che come narratrice; il suo “scrivere” si manifesta soprattutto in articoli, discorsi e testi politici, espressione di un Capricorno tutto azione e responsabilità collettiva.​
  • Fu redattrice e poi direttrice della rivista socialista Critica Sociale e produsse numerosi scritti su diritti delle donne, suffragio, questione sociale e marxismo, che hanno influenzato profondamente il movimento operaio italiano.​

Susan Sontag

  • Susan Sontag (16 gennaio 1933–2004), saggista, romanziera e intellettuale statunitense, ha incarnato un Capricorno critico e intransigente: rigorosa, sistematica, capace di trasformare ogni fenomeno culturale in un oggetto di analisi teorica.​
  • Tra le sue opere principali: le raccolte di saggi Contro l’interpretazione e Sulla fotografia, Sotto il segno di Saturno, i testi La malattia come metafora e Davanti al dolore degli altri sulla malattia e le immagini del dolore, e i romanzi The Volcano Lover e In America. Nella biblioteca Manipa è presente la raccolta di articoli Sulle donne edito da Einaudi a cura di Benedetta Tobagi.​
i libri di susan sontag alla piccola biblioteca Manipa

Anne Brontë

  • Anne Brontë (17 gennaio 1820–1849), la più giovane delle sorelle Brontë, unisce alla malinconia vittoriana un forte senso morale: nei suoi libri la vita quotidiana e il lavoro (soprattutto quello femminile) sono osservati con lucidità severa, molto affine alla serietà del Capricorno.​
  • Le sue opere principali sono il romanzo Agnes Grey, ispirato alla sua esperienza di governante, e The Tenant of Wildfell Hall, considerato uno dei primi grandi romanzi femministi per la rappresentazione di una donna che fugge da un matrimonio distruttivo.

Nelle scrittrici Capricorno che abbiamo elencato emergono alcuni tratti comuni molto netti: una serietà etica quasi inflessibile, il senso del lavoro come vocazione e fatica, e uno sguardo lucido sulle strutture sociali e di potere che condizionano le vite delle donne. Queste autrici trattano di libertà, responsabilità e realtà concreta più che di evasione, come se la scrittura fosse un compito, non un semplice talento.

1. Serietà etica e senso del dovere

  • Anne Brontë costruisce romanzi centrati su responsabilità morale, scelte etiche e conseguenze dei comportamenti, con una prosa sobria e didascalica, che insiste sul discernimento tra giusto e sbagliato.​
  • Simone de Beauvoir trasforma la vita in “progetto etico”: la libertà è indissolubile dalla responsabilità verso gli altri, e la scrittura diventa un modo per interrogare le proprie scelte e smascherare le “mistiche” sociali.​
  • Susan Sontag è percepita come figura di forte autorità morale: i suoi saggi esercitano un rigore critico che chiede al lettore di prendere posizione di fronte alla sofferenza, alle immagini, alla violenza politica.​

2. Realismo critico e sguardo sulle strutture sociali

  • Marchesa Colombi pratica un realismo femminile e femminista: racconta lavoro sfruttato, condizioni delle donne, rapporti di classe e di genere con ironia disincantata e lucidità “sociale”.​
  • Anne Brontë usa un realismo critico che mette a nudo ipocrisie borghesi, violenza domestica, abuso di potere maschile, accostando un mondo morale “in bianco e nero” alla denuncia dei privilegi.​
  • Gina Berriault concentra racconti e brevi romanzi su vite marginali, esistenze precarie e solitudini, con un’attenzione severa alle condizioni materiali e psicologiche dei suoi personaggi.​

3. Lavoro, vocazione e fatica della libertà

  • Per Simone de Beauvoir il lavoro (intellettuale, professionale, politico) è un progetto di vita, fatto di scelte, dubbio, disciplina: non status, ma costruzione costante di sé.​
  • Anna Kuliscioff vive il lavoro come medico e militante socialista in termini di missione: pratica fra i ceti popolari, organizza sezioni femminili, porta nei congressi internazionali la rivendicazione dell’uguaglianza totale tra i sessi.​
  • Marchesa Colombi insiste sul lavoro femminile come strumento di emancipazione per donne povere e nubili, tema che emerge tanto nella narrativa quanto nei suoi interventi giornalistici.​

4. Femminismo, emancipazione e critica del ruolo femminile

  • De Beauvoir e Kuliscioff sono esplicitamente impegnate: la prima smonta le costruzioni culturali che fanno della donna “l’Altro”, la seconda combatte per diritti civili, politici e sociali delle donne nella sfera socialista europea.​
  • Marchesa Colombi porta una componente femminista nella narrativa realista, mostrando la condizione femminile con sguardo disincantato e polemico rispetto alle norme del suo tempo.​
  • Anne Brontë, con The Tenant of Wildfell Hall, anticipa il romanzo femminista: una donna che abbandona un marito violento e protegge il figlio sfida apertamente l’ordine patriarcale vittoriano.​

5. Rigorosa lucidità intellettuale e stile sobrio

  • Sontag unisce erudizione smisurata, serietà e volontà di “mettere alla prova” ogni idea, esercitando una critica culturale che non teme l’impopolarità e chiede sempre maggiore complessità.​
  • De Beauvoir pratica un pensiero sistematico, capace di tenere insieme autobiografia, filosofia, politica: la lucidità analitica prevale sul sentimentalismo, in perfetto accordo con un Capricorno che struttura e organizza.​
  • Anne Brontë raggiunge un’eleganza di prosa tramite semplicità e chiarezza: niente orpelli, nessuna fuga nel fantastico, ma una tensione costante a dire le cose come stanno.​

In tutte loro il Capricorno si riconosce in una parola chiave: responsabilità. Responsabilità verso la verità dei personaggi, verso le donne reali, verso i lettori e verso la propria coscienza politica e morale.

Le scrittrici della piccola biblioteca Manipa

Le luci della terra di Gina Berriault

Posted on 13 Febbraio 202522 Dicembre 2025 by MANIPA
Gina Berriault

Gina Berriault è una delle grandi maestre del racconto americano del Novecento, capace di dare voce a vite marginali, soprattutto femminili, con una prosa nitida e compassionevole. Nata a Long Beach, in California, il 1 gennaio 1926 e morta a Greenbrae, sempre in California, il 15 luglio 1999, ha attraversato oltre quarant’anni di narrativa restando volutamente lontana dai riflettori.​

Breve biografia di Gina Berriault alias Arline Shanding

  • Berriault nasce con il nome di Arline Shandling da genitori ebrei emigrati dalla Lettonia e dalla Lituania, il padre è scrittore ed editor di riviste di settore e incoraggia precocemente la sua vocazione letteraria.​
  • Dopo la morte del padre, quando è ancora adolescente, è costretta a lavorare al suo posto per sostenere la famiglia e alterna per anni la scrittura a lavori saltuari come cameriera e commessa, prima di insegnare scrittura creativa alla San Francisco State University.​
  • Vive a lungo nella Bay Area, pubblica quattro romanzi e tre raccolte di racconti e trova un riconoscimento pieno solo in tarda età, quando la critica americana comincia a considerarla una delle voci più raffinate del racconto contemporaneo.​
Gina Berriault per piccola biblioteca Manipa

Donne nei loro letti

  • Donne nei loro letti (Women in Their Beds, 1996) è la sua raccolta finale di racconti, il libro che la consacra definitivamente e con cui vince il National Book Critics Circle Award e il PEN/Faulkner Award for Fiction.​
  • Sono trentacinque storie che intrecciano soggettività femminili, solitudini urbane, corpi vulnerabili e desideri inascoltati, con una lingua precisa, allusiva, capace di confondere i confini fra sé e gli altri, realtà e sogno.​
  • Nel racconto che dà il titolo alla raccolta, ambientato nella San Francisco di fine anni Sessanta, una giovane attrice che lavora come assistente sociale in un ospedale si ribella al proprio ruolo di ingranaggio burocratico e riconosce nella sorte delle pazienti una condizione condivisa: le donne sono “inseparabili dai loro letti”, cioè dalle strutture (sociali, affettive, materiali) che le tengono immobili.​

Le luci della terra

  • Le luci della terra (The Lights of Earth) è un breve romanzo che segue Ilona Lewis, scrittrice di San Francisco che affronta la fine di un amore e, insieme, un più vasto senso di perdita, legato anche al rapporto con il fratello.​
  • La trama intreccia vita sentimentale e legami familiari per mettere a fuoco una coscienza ferita: ciò che sembra il semplice abbandono da parte di un uomo rivela in realtà una frattura più profonda nel modo di stare al mondo.​
  • In questo libro Berriault illumina con delicatezza le “luci” del titolo: piccoli bagliori terrestri – amicizie, gesti di cura, sguardi sulla città – che non cancellano il dolore ma lo rendono dicibile.​

Piaceri rubati

  • Piaceri rubati (dall’originale The Infinite Passion of Expectation) raccoglie racconti in cui il tema centrale è quello del desiderio inappagato: piccole felicità colte di nascosto, momenti di intimità o trasgressione che non diventano mai davvero possesso.​
  • Le protagoniste (spesso donne comuni, talvolta adolescenti) vivono esperienze in bilico tra rivelazione e ferita: un incontro a una festa, un gesto di gentilezza, un’attrazione improvvisa hanno il sapore di qualcosa che viene preso in prestito al mondo e che il mondo, poco dopo, si riprende.​
  • La “passione infinita dell’aspettativa” evocata dal titolo originale è il movimento interiore che attraversa questi racconti: un’attesa ostinata di senso e di amore, anche quando la realtà offre solo scarti, omissioni, silenzi.​

Perché leggerla oggi

  • Nelle sue pagine la marginalità non è mai pietismo ma sguardo etico: Berriault osserva i suoi personaggi da vicino, senza giudicarli, e restituisce il loro bisogno di dignità con una prosa asciutta, quasi pudica.​
  • Donne nei loro letti, Le luci della terra e Piaceri rubati dialogano tra loro come variazioni su un unico nucleo tematico: la vita interiore delle donne, il peso dei legami e il tentativo di restare fedeli a sé stesse dentro un mondo che spesso le tradisce.
Le luci della terra di Gina Berriault

“Risalirono le dune di sabbia, Claud per primo, e quando giunsero in cima si fermò. Il motel verde faceva scintillare un milione di promesse di bellezza ed estasi contro il cielo nuvoloso. Non era necessario un tramonto infuocato.”

Gina Berriault

Traduttore: Francesca Cosi, Alessandra Repossi

Editore: Mattioli 1885

Pagine: 128 p. EAN: 9788862619288

Io l’ho comprato qui

Un matrimonio in provincia

Posted on 22 Febbraio 202422 Dicembre 2025 by MANIPA

Marchesa Colombi

Einaudi

103

9788806196417

Piaceri rubati

Posted on 22 Febbraio 202422 Dicembre 2025 by MANIPA

Celebrati da Andre Dubus, Richard Ford e Richard Yates, ognuno di questi racconti – unici e non assimilabili – contiene mondi interi, abitati da donne e uomini, sorelle e figlie, padri e madri distanti, persone alle quali la maggior parte di noi non presterebbe attenzione, che nelle mani dell’autrice prendono vita e spessore. Unico filo conduttore un’inevitabile inquietudine che il lettore prova nella lettura e lo squisito disagio che rimane alla fine. Gina Berriault aveva il dono di saper attingere alle emozioni dell’amore, della speranza e del dolore, tanto da renderle palpabili. “Alcuni racconti brevi – sosteneva – sono vicini alla poesia: poche parole che catturano l’essenza di una situazione e di un essere umano. Nient’altro che il tentativo di fissare un momento in eterno”.

Gina Berriault

Mattioli 1885

205

9788862616478

I capolavori delle impareggiabili penne sororali: Cime tempestose-Jane Eyre-Agnes Grey

Posted on 22 Febbraio 202422 Dicembre 2025 by MANIPA

Da “Cime Tempestose”, a “Jane Eyre”, passando per “Agnes Grey”, fino ai meno noti “L’angelo della tempesta”, “La Signora di Wildfell Hall” e “Shirley”, le tre sorelle Brontë ci hanno lasciato romanzi immortali, capolavori della narrativa ottocentesca pieni di pathos e emozione, ciascuna con la propria voce. A questi romanzi si aggiungono i sublimi versi nei quali rivive tutto il fascino della natura selvaggia delle brughiere dello Yorkshire, tra distese d’erica, roccia e foschia. Questo volume offre l’occasione per riscoprire tre voci femminili originalissime nel panorama letterario, tra incanto, disperazione, e il desiderio insopprimibile di affermare la propria identità.

Anne Brontë,Charlotte Brontë,Emily Brontë

Mondadori

780

9788804728504

Donne nei loro letti

Posted on 22 Febbraio 202422 Dicembre 2025 by MANIPA

Pubblicata per la prima volta nel 1996, quando l’autrice aveva settant’anni, Women in Their Beds è la raccolta finale di Gina Berriault. Il volume rappresentò una svolta per Berriault, portandole finalmente l’attenzione critica che meritava. Fu ampiamente elogiato dalla stampa e vinse numerosi prestigiosi premi letterari nazionali. Lynell George del Los Angeles Times Book Review scrisse: “Gina Berriault scrive dei letti che costruiamo e in cui poi siamo costretti a stenderci.” La storia che dà il titolo alla raccolta è ambientata a San Francisco alla fine degli anni ’60 e descrive le esperienze di una giovane attrice, Angela Anson, che ha un lavoro come assistente sociale all’ospedale della contea. Qui svolge il compito di assegnare le pazienti del reparto femminile ad altri istituti, ma si oppone al suo ruolo di ingranaggio della burocrazia, identificandosi fortemente con le donne oppresse. Angela collega così i destini che le donne condividono, formando una teoria secondo cui le donne sono “inseparabili dai loro letti”. “Donne nei loro letti” ha una logica onirica che offusca i confini tra sé e gli altri, i fatti e i sentimenti, il dramma e la realtà.

Gina Berriault

Mattioli 1885

221

9788862616836

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