C’è un libro che smonta il mito ancora prima che il mito si formi. Infanzia di Maksim Gor’kij è questo: la storia del ragazzo che diventerà uno degli scrittori più celebri della Russia zarista e sovietica, raccontata dall’interno, con una voce che non cerca mai la grandiosità. Eppure, proprio in questa rinuncia all’eroismo, il libro rivela tutto.
Continua a leggere “Maksim Gor’kij, Infanzia: l’uomo dietro la leggenda”.Mese: Marzo 2026
La vita parallela di Shirley Jackson
Lo leggo la sera, qualche pagina prima di dormire, e già so che quando finirò mi mancherà. Vita fra i selvaggi è uno di quei libri che non si leggono soltanto — si abitano. E mentre lo abito mi viene un pensiero che torna spesso: avrei voluto averlo quando avevo i bambini piccoli. Mi sarei sentita meno sola. Mi sarebbe bastato vedere con quale spirito ironico e leggero Shirley Jackson descrive il caos di una famiglia numerosa — lei, mamma imperfetta ma piena di fantasia e umorismo — per capire che il disordine non era un fallimento. Era semplicemente la vita.
Continua a leggere “La vita parallela di Shirley Jackson”.Milan Kundera e l’equivoco occidentale
Milan Kundera è stato uno degli scrittori più citati e meno letti del Novecento europeo. La sua fama italiana deve più a un tormentone televisivo che alla critica letteraria, e la sinistra occidentale lo ha adottato come simbolo anti-sovietico senza interrogarsi troppo su cosa pensasse davvero. Nei suoi saggi, e in particolare nel discorso all’Unione degli scrittori raccolto in Un occidente prigioniero, il Kundera intellettuale scivola in un nazionalismo culturale che contraddice la complessità del Kundera romanziere. Un’occasione per riflettere su come le opere vengano strumentalizzate, su cosa si perde quando uno scrittore cede alla propria leggenda, e su perché la vera divisione dell’umanità non corre mai lungo i confini che siamo spinti a guardare.
Continua a leggere “Milan Kundera e l’equivoco occidentale”.Il papà che non voleva andarsene: un racconto per tutti i padri del mondo
Aberkariad, il racconto di Thomas Morris in Apriti, è una piccola storia di cavalli marini che parla, in realtà, dell’amore più testardo e malinconico che esista.
Me lo ha consigliato Ersilia, la mia libraia di fiducia alla Ubik di Casalpalocco. Quelle raccomandazioni che arrivano con una certezza negli occhi — “questo devi leggerlo” — e che puntualmente centrano il bersaglio. Aveva ragione.
Continua a leggere “Il papà che non voleva andarsene: un racconto per tutti i padri del mondo”.Philip Roth, Everyman — Il conto con se stessi
C’è un momento preciso in cui ci si accorge di avere meno anni davanti che alle spalle. Non è necessariamente un momento drammatico — può essere una mattina qualunque, uno specchio, il funerale di un amico coetaneo. Ma da quel momento in poi il modo di guardare la propria vita cambia. Si smette di costruire e si comincia a fare i conti. È esattamente da questo punto che Philip Roth scrive Everyman, pubblicato nel 2006, a settant’anni suonati. Ed è difficile non sentire, in ogni pagina, quanto di personale ci sia in questo romanzo breve e spietato.
Continua a leggere “Philip Roth, Everyman — Il conto con se stessi”.Alba de Céspedes: il tema natale come chiave di lettura dell’opera
Il tema natale di Alba De Cespedes rivela una straordinaria coerenza con il nucleo tematico delle sue opere. Non si tratta di una semplice coincidenza tra posizioni planetarie e contenuti narrativi, bensì di una profonda consonanza che illumina come la sua soggettività femminile, il conflitto con i ruoli imposti, la dimensione politico-storica e la scrittura come luogo di coscienza emergano dalla struttura stessa della sua personalità astrologica.
Continua a leggere “Alba de Céspedes: il tema natale come chiave di lettura dell’opera”.Matilde Serao, Roma e la modernità: perché ci parla ancora oggi
Matilde Serao, Roma e la modernità: perché ci parla ancora oggi
Matilde Serao è una di quelle figure che, appena le si dedica un po’ di attenzione, fanno venire spontanea la domanda: “Ma com’è possibile che a scuola non ne parli nessuno?”. Prima grande giornalista italiana, fondatrice di quotidiani importanti come “Il Mattino” e “Il Giorno”, autrice di romanzi e raccolte che hanno raccontato come pochi altri l’Italia post‑unitaria, è rimasta a lungo ai margini del canone, quasi una comparsa nella storia della nostra letteratura. Eppure è lì, in quel confine mobile tra giornalismo e narrativa, tra cronaca e romanzo, che Serao ha saputo essere sorprendentemente moderna, soprattutto nella descrizione del costume e dei mutamenti sociali.
Continua a leggere “Matilde Serao, Roma e la modernità: perché ci parla ancora oggi”.L’immagine astrologica di Matilde Serao
L’immagine astrologica di Matilde Serao (nata a Patrasso il 7 marzo del 1856) è molto coerente con quello che sappiamo di lei come penna e come figura pubblica: una Pesci con forti accenti d’aria, capace di “sentire” le correnti profonde del mondo e, al tempo stesso, di raccontarle in modo lucidissimo e moderno.
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