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Lenin, il rivoluzionario assoluto

Posted on 6 Marzo 20248 Ottobre 2026 by MANIPA

A cento anni dalla morte di Vladimir Il’ic Ul’janov, Lenin, il volume ne ricostruisce il pensiero e l’azione negli aspetti più fertili: la lotta intransigente contro ogni forma di sfruttamento e oppressione, la volontà di costringere la nazione un tempo dominante nell’ex Impero russo a farsi membro di una grande famiglia di popoli con uguali diritti, la fondazione di una Internazionale comunista capace di collegare le lotte sociali dell’Occidente ai movimenti di liberazione presenti nell’immensa periferia coloniale.

lenin rivoluzionario assoluto carpi

Non priva di lacune e di gravi limiti, quali l’assenza di una vera e propria teoria dello Stato socialista o l’incapacità a contrastare quel nuovo apparato burocratico sovietico che avrebbe poi generato un’involuzione autoritaria, la visione strategica del “rivoluzionario assoluto” germina da una carica utopistica senza confini e produce l’onda d’urto politica più devastante del XX secolo.

Autore: Guido Carpi. Altri libri di questo autore

Editore: Carocci, Pagine 184, ISBN 9788829021277

Fernando Pessoa – scrittori dei Gemelli

Poesie di Fernando Pessoa

Posted on 5 Marzo 202422 Ottobre 2026 by MANIPA

“Come Shakespeare seppe essere Amleto e King Lear essendo prima di tutto Shakespeare, come Balzac seppe essere il Pére Goriot e Eugénie Grandet, essendo prima di tutto Balzac,” scrive Tabucchi “così Fernando Pessoa è in primo luogo quel Fernando Pessoa che firma le sue poesie con il proprio nome, ammesso che tale ‘io’ coincida con il reale Fernando Pessoa anagraficamente inteso”. Di “Fernando Pessoa-lui stesso”, o dell’Ortonimo, questo volume intende offrire un compiuto, ampio ritratto, cogliendo alcune delle sue molteplici sfaccettature: dal poeta avanguardista al mistico ed esoterico, dal poeta elegiaco ma sempre concettuale al satirico che irride il tiranno Salazar, fino al poeta civile e “indignato” che guarda alla patria prostituita con rabbia e dolore.

Poesie di Fernando Pessoa

E di nuovo la letteratura, per Pessoa, è la “dimostrazione che una vita non basta” -, non potremo che rimanere stupiti per la sua vertiginosa, spiazzante novità: “Ah, canta, canta senza motivo! / Ciò che in me sente sta pensando” si legge nella “Mietitrice”, del 1924, dove l’interazione tra l’emozione e la ratio sembra echeggiare Empedocle e Spinoza – e insieme anticipare le scoperte della moderna neurologia. Del resto, come scrive ancora Tabucchi, “nel ‘cuore di tenebra’ che è l’umano sentire, misterioso, profondo, che appartiene ai precordi, Pessoa, come tutti i grandi poeti, fonda la sua poesia”.

Fernando Pessoa

a cura di Antonio Tabucchi e Maria Josè de Lancastre

Edizioni Adelphi Biblioteca Adelphi 614

Pagine 350

ISBN 9788845928437

Grida, Esitazione e Antiche storie riscritte di Lu Xun

Posted on 4 Marzo 20248 Ottobre 2026 by MANIPA

Con lo scrittore Lu Xun (1881-1936) inizia, nei primi del Novecento, la letteratura cinese moderna. Autore di opere narrative e in più scritte nella «lingua piana», più comunemente parlata («il fondatore della lingua cinese moderna», lo presentava Dario Fo), completava, grazie a queste sue decisive innovazioni, due rivoluzioni nella tradizione. Nel Celeste Impero solo le opere poetiche avevano le doti per essere considerate vera letteratura, mentre ne era esclusa la narrativa, e per di più dovevano essere composte in lingua letteraria, cioè aulica, artificiale, poco comprensibile a chi era fuori dalle élite.

Questa spinta al cambiamento è spesso evidente nelle situazioni e nei personaggi dei suoi racconti, che per lo più parlano di storie piccole, quotidiane, che dipingono in modo vivacissimo la vera vita nei villaggi e nei quartieri delle persone vere, incastrate nelle ironie, o nei paradossi, o nelle tragedie della loro esistenza. In uno stile ondeggiante tra il satirico e il grottesco. Opere che fra l’altro in generale mostrano la forza universale del genere racconto, capace di trasmettere in un lampo di immediatezza la colorazione emotiva di una condizione, per quanto lontana. Di farla sentire. Lu Xun fu introdotto in Italia fin dalla metà del secolo scorso, con rare anteprime precedenti. Interessava la varietà del suo lavoro, dal saggio al racconto; e probabilmente attirava che l’autore rappresentasse contemporaneamente due aspetti, gli sforzi di un enorme paese per entrare nella modernità e il peso e le permanenze di una civiltà antichissima e ammirevole.

Grida Lu Xun

“Grida” è il primo dei tre volumi dell’edizione completa dei suoi racconti, in una nuova traduzione originale. Scrive nella Postfazione Nicoletta Pesaro che ha curato il volume: «Ma l’intuizione e la genialità dello scrittore, sicuramente il più significativo e influente di tutto il secolo scorso in Cina, non si manifestano soltanto nell’aver promosso la narrativa nel sistema letterario cinese; la forza e la passione riformista e rivoluzionaria, una straordinaria e suggestiva potenza artistica, il dualismo fra tradizione e modernità così come lo scarto tra volontà illuministica dell’intellettuale e la pessimistica constatazione dell’inerzia del popolo contadino, uno stile, infine, irregolare e a tratti spigoloso che coglie spunti sia dall’esperienza del racconto russo e dell’est europeo sia dalla tradizione lirica cinese: tutti questi elementi rendono irripetibile e artisticamente eccezionale la sua narrativa».

Esitazione Lu Xun

Esitazione – «Quando pubblica questa seconda raccolta di racconti», scrive nella Postfazione la curatrice Nicoletta Pesaro, «composti a Pechino nel breve arco di tempo tra il 1924 e il 1925, Lu Xun passa dall’angosciato appello del combattente pessimista ma non ancora rassegnato al silenzio, dalle “grida” lanciate per risvegliare gli animi assopiti o ottusi del suo popolo, a un “camminare avanti e indietro in preda all’incertezza” (significato del titolo di questa seconda antologia). Il coraggio della disperazione si trasforma in uno stato di profondo dilemma».

Antiche storie riscritte Lu Xun

Antiche storie riscritte – Dopo la pubblicazione di Grida ed Esitazione, Sellerio propone in una nuova traduzione curata da Fiorenzo Lafirenza Antiche storie riscritte, il terzo e ultimo volume dell’edizione completa dei racconti di Lu Xun, testi fondanti della letteratura cinese moderna
La creazione, casuale, inconscia, dell’umanità da parte di una dea pigra. Vita domestica di un eroe «sposato con la Luna». Il salvatore dell’impero dal diluvio per dispetto alla moglie e dileggio alla ciarlataneria degli eruditi. I fratelli eremiti vittime della devozione zelante alla tradizione. Alcune giornate dell’eccellente Laozi, filosofo anti-confuciano, alle prese con la vecchiaia e la banalità del mondo. Mozi, fautore di un pacifismo filantropico, si scontra con un discepolo di Confucio («ma se combattono anche cani e porci?»). Maestro Zhuangzi si imbatte in un teschio e comincia un farsesco dialogo sulla morte che svela di che stoffa è fatto. Antiche storie riscritte, terzo volume che conclude la raccolta di tutti i racconti del padre della letteratura cinese moderna, attinge ai miti e alle leggende della vecchia Cina, ma li manipola, li distorce, li stravolge lambendo ampiamente il grottesco. Compie, delle loro figure per millenni venerate, una terrestre genealogia, approfondendo in questo modo lo «smantellamento della morale confuciana» – scrive Fiorenzo Lafirenza nell’Introduzione – dominante nella storia, nel costume e nella ingiustizia sociale. Usa, Lu Xun, i mezzi del «faceto», dell’«arguzia», dell’«astuzia», di cui i critici ufficiali lo accusavano e lui se ne faceva vanto come un sarcasmo in più contro la cultura di potere delle élite.

Cosa sognano i lupi

Posted on 3 Marzo 20248 Ottobre 2026 by MANIPA

Nafa Walid, ventenne bello e affascinante della casbah di Algeri, dopo una parte da comparsa in un filmetto, sogna di diventare un attore e di strapparsi così alla condizione di anonimato che il suo ambiente familiare gli promette. Crede di aver trovato il modo di infiltrarsi tra la bella gente accettando un posto di autista per la famiglia Raja, un clan appartenente allo strato sottile di ricchissimi e potentissimi che dominano il paese. Si rende presto conto, nonostante il suo stato economico sia migliorato, di non essere considerato che uno schiavo, umiliato in ogni occasione; e che i suoi padroni sono solo persone volgari e fortunate, convinte di essere una razza superiore.

cosa sognano i lupi

La sua rabbia e il suo odio aumentano fino al giorno in cui il giovane signore, che lui serve, lo costringe a coprire un atto di disumana e indifferente cattiveria; allora piomba in una desolazione profonda, un’apatia totale da cui lo solleva, come una sorta di rivelazione, «il richiamo del muezzin, un segno del Cielo». Inizia a frequentare la moschea, avverte la solidarietà dei fedeli intorno a lui, «che non ero più solo». Ma qualcuno lo suggestiona a sentirsi, più che un semplice credente, un risuscitato, un predestinato, un eletto, e che le umiliazioni, e anche l’odioso delitto da cui è passato, sono le tappe di un cammino superiore: «Dio ti ha condotto dove volevi arrivare. Per illuminarti». Ma questa è la via per arrivare a diventare un combattente feroce e uno spietato assassino. La vicenda di Nafa – sullo sfondo dell’affermazione democratica del Fronte Islamico, la successiva repressione e, nell’Algeria anni ’80-90, il diffondersi del fondamentalismo – racconta come, in una successione inevitabile, nasce un terrorista. E, attraverso l’esempio di un dramma sociale che diventa esistenziale, rappresenta l’immagine perturbante di una fede privata dell’attributo della pietà.

Sellerio, collana La memoria 1293 Traduzione di Yasmia Melaouah Pagine 319

Autore: Yasmina Khadra, pseudonimo di Mohamed Moulessehoul, è uno scrittore stimato e apprezzato nel mondo intero. Nato in Algeria nel 1956, reclutato alla scuola dei cadetti a nove anni, è stato ufficiale dell’esercito algerino. Dopo aver suscitato la disapprovazione dei superiori con i suoi primi libri, ha continuato usando come pseudonimo il nome della moglie. Nel 1999 ha lasciato l’esercito svelando così la sua vera identità e ha scelto di vivere in Francia. In Italia sono pubblicati molti dei suoi romanzi, tra cui i due noir Morituri (1998) e Doppio bianco (1999), e Quel che il giorno deve alla notte (2009), miglior libro del 2008 per la rivista letteraria «Lire» (adattato a film nel 2012). Con Sellerio: Gli angeli muoiono delle nostre ferite (2014), Cosa aspettano le scimmie a diventare uomini (2015), L’ultima notte del Rais (2015), L’attentato (2016), dal quale è stato tratto il film di Ziad Doueiri e L’affronto (2021).

Michail Bakunin – scrittori dei Gemelli

Bakunin: Stato e anarchia

Posted on 2 Marzo 202422 Ottobre 2026 by MANIPA

Rivoluzionario instancabile, Michail Bakunin nasce a Prjamuchino il 30 maggio 1814 (18 maggio secondo il calendario giuliano allora in uso in Russia) e muore a Berna nel 1876, dopo una vita passata a cospirare in mezza Europa, da Dresda a Lione a Bologna.

Continua a leggere “Bakunin: Stato e anarchia”.

L’apolide

Posted on 1 Marzo 20245 Marzo 2024 by MANIPA

1917: la Russia è sconvolta dalla rivoluzione d’ottobre, che cambierà con violenza l’assetto del mondo. Dopo la terribile sorte dello zar e della famiglia imperiale, gli Olsufiev fuggono da Mosca per cercare riparo in Italia, a Firenze, dove hanno la fortuna di possedere una casa… Basato su documenti storici, diari, lettere e foto in possesso dell’autrice, discendente di quella nobile famiglia, “L’apolide” è l’appassionante storia di una fuga e di un approdo.

apolide jatta manipa

E della vita che i protagonisti, sostenuti dalla forza d’animo della matriarca Olga, devono affrontare nella nuova patria, dove il destino riserverà loro molte sorprese.

Edizioni Voland Collana Amazzoni, 235 pagine

Incontro con l’autore

La vita della vita. Diari (1903-1923)

Posted on 29 Febbraio 20248 Ottobre 2026 by MANIPA

«La vita, insieme agli altri, si sfoca, ma quando sono sola è incredibilmente preziosa, meravigliosa. Il dettaglio della vita: la vita della vita». Se i racconti di Katherine Mansfield sono tra i più letti e amati della storia della letteratura, le sue scritture private restano ancora in buona parte sconosciute. Eppure, come nota Sara De Simone nel saggio introduttivo a questa raccolta, i diari di Mansfield rappresentano una via d’accesso privilegiata al suo universo umano e narrativo: leggerli significa «venire a contatto con la materia incandescente che sostiene e illumina tutta la sua opera».

la vita della vita diari Mansfield

Recensendo la prima edizione del Journal, Virginia Woolf sottolineava come la lettura di queste pagine consentisse di assistere allo «spettacolo della mente» di una «scrittrice nata», una mente dotata di una «ricettività» fuori dal comune. Ciò su cui Mansfield punta incessantemente lo sguardo è «la vita della vita», espressione che usa per descrivere la trama pulsante di cui si compone l’esistenza, fin nelle sue più piccole fibre. Per l’autrice, ogni dettaglio del reale è materia di scrittura, ed è proprio il diario – interlocutore segreto, amico fidato, spazio di decantazione di racconti futuri – a recare testimonianza di questo riverbero costante tra l’io e il mondo. D’altra parte, il diario è anche il luogo in cui Mansfield ragiona su ciò che desidera dall’arte e dalla vita. Critica spietata di sé stessa e degli altri, la scrittrice intrattiene una relazione assoluta, talora feroce, con la verità. Per lei – così confessa, proprio in queste pagine – «ogni artista si taglia l’orecchio e lo appende fuori dalla porta, perché gli altri possano urlarci dentro». Ma questi appunti privati sono anche la storia di un’anima in continua evoluzione, nell’arco di vent’anni di esistenza: i primi amori, le scoperte, le delusioni, i viaggi, l’esperienza dolorosa della malattia, tutto confluisce in una narrazione intima, vivace, ironica, spesso impietosa. La selezione delle pagine più significative dei diari, accompagnate da brevi introduzioni narrative volte a raccontarne il contesto, fa emergere il ritratto autentico e in movimento di una donna e di un’artista capace di sottrarsi ai luoghi comuni del proprio tempo, di scegliere la propria strada e seguirla con coraggio, interrogandosi senza sosta e senza timore sul mondo e sull’umano.

A cura di Sara Simone, pagine 275, Donzelli editore.

Niente donne perfette, per favore. Lettere di profonda superficialità

Posted on 28 Febbraio 20248 Ottobre 2026 by MANIPA

Niente donne perfette per favore Austen

La penna più ironica e sferzante dell’Ottocento inglese non si spuntava neanche nelle comunicazioni private. Jane Austen consegna all’epistolario tutta la sua saggia ironia, dilettandoci con l’educata sfrontatezza della sua prosa impareggiabile. Un volumetto spedibile che distilla lettera per lettera il concentrato di un’ineguagliata intelligenza pratica, sociale e letteraria, tracciando un preciso percorso di emancipazione e di consapevolezza artistica.

Capitolo 1 Il genio della scelta – Capitolo 2 Il talento della saggezza

L’Orma editore

65 pagine

Traduzione a cura di Eusebio Trabucchi, Cover di Antonio Almeida

Anna Kuliscioff – scrittori del Capricorno

Io in te cerco la vita lettera di una donna innamorata della libertà.

Posted on 27 Febbraio 202422 Ottobre 2026 by MANIPA

Prodigio di libertà e indipendenza, Anna Kuliscioff ha attraversato da protagonista tre decenni della vita politica europea dando un incalcolabile contributo nelle battaglie per i diritti delle donne e dei lavoratori. Rivoluzionaria e libertaria nelle relazioni amorose come nelle rivendicazioni politiche, Kuliscioff ci ha lasciato alcune delle più intense lettere del Novecento italiano. Riscopriamo così la vita di una donna che fu cittadina di un futuro al quale, ancora oggi, dobbiamo aspirare.

Io in te cerco la vita Kuliscioff

Introduzione di Elena Vozzi, Cronologia della vita di Anna Kuliscioff, Lettere.

L’Orma editore

Pagine 125

Tonio Kröger

Posted on 26 Febbraio 20248 Ottobre 2026 by MANIPA

Tonio Kröger, scrittore in erba, si trasferisce da Lubecca a Monaco dove raggiunge la celebrità letteraria. La fama non placa però la sua irrequietezza e il suo senso d’inferiorità nei confronti di coloro che, come l’amico Hans e la giovane Ingeborg, sono tanto lontani dall’arte quanto semplici, liberi e spontanei nel vivere. Vero e proprio ritratto dell’artista da giovane, Tonio Kröger ruota intorno al contrasto, acutamente sentito da Thomas Mann, tra le esigenze dell’arte, che lo portavano a un’esistenza fredda, artificiosa e lontana dal sentire comune, e l’inconfessata, profonda nostalgia per la pienezza del vivere, la solidità e l’onestà borghese. Un capolavoro della letteratura novecentesca, che la penetrante introduzione di Giuliano Baioni rivela in tutta la sua ricchezza e complessità.

tonio kruger thomas mann

Thomas Mann Dopo la morte del padre si trasferisce prima a Monaco con la famiglia, poi soggiorna con il fratello a Roma e Palestrina. Tornato a Monaco, lavora nella redazione del Simplicissimus, ma presto si dedica esclusivamente alla letteratura.
Il primo dopoguerra segna la sua definitiva affermazione, diventando massimo rappresentante della letteratura tedesca. Nel 1929 vince il Premio Nobel per la letteratura e pochi anni dopo decide di lasciare la Germania per trasferirsi prima nei Paesi Bassi e in seguito negli Stati Uniti dove rimane fino al 1952 per poi spostarsi in Svizzera.
Mann sin da subito imposta la problematica dell’isolamento dell’individuo di fronte alla società borghese, e porterà avanti tale questione in tutti i suoi romanzi e racconti. Decisivo per il suo sviluppo intellettuale diventa l’incontro con il pensiero nietzscheano, mentre nella qualità della scrittura subisce l’influenza dei grandi scrittori russi che si nota facilmente in uno dei suoi romanzi più importanti, Buddenbrooks: decadenza di una famiglia (1901).
Tra le altre sue opere ricordiamo  Altezza Reale, La montagna incantata, Giuseppe e i suoi fratelli, Tristano, La morte a Venezia.

Nota introduttiva di Giuiano Baioni, traduzione di Anna Rosa Azzone Zweifel.

Rizzoli, pagine 213, ISBN 9788817121439

Un pacifico matrimonio di Doris Lessing

Posted on 25 Febbraio 20248 Ottobre 2026 by MANIPA

Doris Lessing in Un pacifico matrimonio usa la cornice fiabesco‑fantascientifica per raccontare un esperimento politico e spirituale: cosa succede quando due mondi opposti sono costretti a incontrarsi e a trasformarsi a vicenda.

La trama come mito dell’incontro tra opposti

  • La Zona Tre è un regno matriarcale, pacifico, raffinato, quasi edenico, guidato dalla regina Al‑Ith, dove armonia e spiritualità hanno sostituito il conflitto.
  • La Zona Quattro è invece un territorio devastato dalla guerra, dominato dal re guerriero Ben Ata, rozzo, gerarchico, ossessionato dall’esercito e dal controllo.
  • I misteriosi Tutori impongono il matrimonio fra Al‑Ith e Ben Ata: è un’unione “politica”, ma in realtà è un rituale iniziatico che mette in contatto femminile/maschile, pace/guerra, raffinatezza/primordialità.

Sotto la superficie di una love story impossibile, Lessing mette in scena un laboratorio cosmico su come gli opposti possano smettere di distruggersi e cominciare a conoscersi.

Il matrimonio come metafora politica

Il legame tra i due sovrani è un’allegoria del rapporto tra culture diseguali, tra imperi dominanti e territori marginalizzati, tra Nord “evoluto” e Sud “arretrato”.

  • Al‑Ith incarna una civiltà avanzata ma compiaciuta, seduta nella propria soddisfazione, chiusa nel suo “materialismo spirituale” che evita il conflitto ma anche la responsabilità.​
  • Ben Ata rappresenta una società militarista, povera, in cui la violenza è struttura e linguaggio, non solo episodio.

Il significato nascosto: la “pace” della Zona Tre non è innocente quanto sembra, e la “barbarie” della Zona Quattro non è irrimediabile. Ognuno dei due mondi ha bisogno dell’altro per vedere le proprie ombre.

Amore, potere e linguaggio

Uno dei nodi più sottili del romanzo è il diverso significato che i personaggi attribuiscono all’amore.​

  • Ben Ata vive l’amore in termini di possesso, gelosia, corpo, prestazione; è un linguaggio emotivo primario ma autentico, impastato di bisogno e paura.​
  • Al‑Ith appartiene a una cultura in cui l’amore è fluido, promiscuo, magico, più legato alla condivisione del tempo che alla monogamia o alla fedeltà.​

Quando Ben Ata le chiede cosa significhi “amore”, Al‑Ith risponde che per la sua gente è “passare del tempo con un’altra persona”, ribaltando l’idea romantica occidentale che associa l’amore alla fusione totale.​

Qui Lessing suggerisce che gran parte dei conflitti (privati e politici) nasce dal non riconoscere che usiamo la stessa parola – “amore”, “pace”, “ordine” – per concetti completamente diversi. Il matrimonio, allora, è anche un esperimento linguistico: imparare la grammatica emotiva dell’altro.

Trasformazioni sociali: i veri effetti del “matrimonio”

Man mano che la relazione fra Al‑Ith e Ben Ata evolve, non cambiano solo loro, ma le loro società.

  • Nella Zona Quattro, le donne – simbolicamente rappresentate dalla figura di Dabeeb – cominciano a intuire modelli diversi di femminilità e di potere, e la struttura guerriera del regno lentamente si sgretola.
  • Nella Zona Tre, l’arrivo del conflitto e dell’alterità incrina la quiete statica: i sudditi sono costretti a uscire dall’inerzia e a confrontarsi con la responsabilità individuale.​

Il significato sotterraneo è che nessun “ordine” è davvero pacifico se si regge sulla rimozione del conflitto o sulla sottomissione di qualcuno. L’incontro con l’altro introduce crisi, ma è proprio quella crisi a riattivare l’energia vitale di una civiltà.

Dimensione mistica: oltre il dualismo

Sul piano più profondo, Un pacifico matrimonio dialoga con il pensiero sufi e con una visione neoplatonica della realtà, in cui i contrari sono manifestazioni parziali di un’unità più ampia.​

  • I Tutori funzionano come guide spirituali: orchestrano matrimoni, separazioni, nuovi incontri (come il successivo matrimonio di Ben Ata con la regina Vahshi della Zona Cinque), per far circolare l’esperienza tra molteplici polarità.
  • La vera “pace” non è l’assenza di conflitto, ma la capacità di sostenere la tensione tra differenze molteplici, senza annullarle.​

In quest’ottica, il matrimonio non è un punto d’arrivo ma un processo di continua alchimia: un lavorio instancabile di mescolanza, fallimenti, nuovi tentativi, attraverso cui individui e mondi vengono spinti a superare i propri limiti.Nelle immense lande delle Zone, strani reami che circondano la Terra, si sta per celebrare un’unione le cui conseguenze potrebbero cambiare per sempre il destino del pianeta. La Zona Tre, un paradiso pacifico e matriarcale, è guidata da una mite regina, mentre la confinante Zona Quattro è una terra abbandonata alla guerra e al caos, schiacciata dal dominio del brutale re guerriero Ben-Ata. Il matrimonio tra i due, che rappresentano gli estremi princìpi di femminilità e mascolinità, minaccia di destabilizzare l’intero impero galattico e i reami delle Zone.

Traduttore Eleonora Federici

Autore: Doris Lessing

Doris May Tayler (1919-2013), questo il vero nome della Lessing, nasce nel 1919 a Kermanshah, ora Iran, da genitori inglesi. Nel 1925 la famiglia si trasferisce in Rhodesia, l’attuale Zimbabwe, dove Doris rimane fino al 1949. Il suo primo romanzo, L’erba canta, viene pubblicato a Londra nel 1950, dopo il suo trasferimento in Gran Bretagna. Famosa per Il taccuino d’oro, Memorie di una sopravvissuta, Sotto la pelle, Doris Lessing è stata un’icona di molte cause, dall’anticolonialismo al femminismo, ma con il suo spirito libero e indipendente è sempre sfuggita a ogni steccato, politico o di genere letterario che fosse.

Nel 2007 le è stato attribuito il Nobel come ‘cantrice dell’esperienza femminile, che con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa’.

Link utile >>

Con Fanucci Editore ha pubblicato: Memorie di una sopravvissuta, Mara e Dann, La storia del generale Dann, della figlia di Mara, di Griot e del cane delle nevi, Una comunità perduta, Il senso della memoria, Discesa all’inferno e, appartenenti al ciclo Canopus in Argos, Un pacifico matrimonio e Un luogo senza tempo.

Editore Fanucci

Pagine 448

ISBN 9788834713372

Uccelli vivi

Posted on 24 Febbraio 20248 Ottobre 2026 by MANIPA

Un cameriere che continua a servire i clienti nonostante la moglie sia morta sul pavimento della cucina, un gruppetto di spose abbandonate dai mariti su una strada di campagna, un bambino che non ricorda il sapore dello zucchero, un uomo che si trasferisce in un negozio di giocattoli, un cane che agonizza nel baule di una macchina senza sapere che il suo sacrificio sarà inutile.

Nei venti racconti che compongono “Uccelli vivi” Samanta Schweblin si dimostra la degna erede della tradizione letteraria di Cortázar, Carver e Flannery O’Connor: la sua prosa dà vita a storie che sono un concentrato di pura visionarietà, in cui l’assurdo e il mostruoso si celano dietro a dettagli all’apparenza insignificanti del quotidiano.

Autore: Samanta Schweblin

Samanta Schweblin è nata nel 1978 a Buenos Aires, ed è tra le voci più interessanti della narrativa sudamericana contemporanea. I suoi racconti, pubblicati in Italia da Fazi nel 2010 con il titolo La pesante valigia di Benavides, hanno ottenuto il prestigioso premio Casa de Americas nel 2008. Con Distanza di sicurezza (Rizzoli 2017) è stata finalista all’ultimo Man Booker International Prize.

Traduzione di Maria Nicola

Edizioni Sur

Pagine 221

ISBN 9788869983436

⭐⭐⭐⭐⭐

Classificazione: 5 su 5.
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