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Mese: Febbraio 2024

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La vita della vita. Diari (1903-1923)

Posted on 29 Febbraio 20245 Marzo 2024 by MANIPA

«La vita, insieme agli altri, si sfoca, ma quando sono sola è incredibilmente preziosa, meravigliosa. Il dettaglio della vita: la vita della vita». Se i racconti di Katherine Mansfield sono tra i più letti e amati della storia della letteratura, le sue scritture private restano ancora in buona parte sconosciute. Eppure, come nota Sara De Simone nel saggio introduttivo a questa raccolta, i diari di Mansfield rappresentano una via d’accesso privilegiata al suo universo umano e narrativo: leggerli significa «venire a contatto con la materia incandescente che sostiene e illumina tutta la sua opera».

la vita della vita diari Mansfield

Recensendo la prima edizione del Journal, Virginia Woolf sottolineava come la lettura di queste pagine consentisse di assistere allo «spettacolo della mente» di una «scrittrice nata», una mente dotata di una «ricettività» fuori dal comune. Ciò su cui Mansfield punta incessantemente lo sguardo è «la vita della vita», espressione che usa per descrivere la trama pulsante di cui si compone l’esistenza, fin nelle sue più piccole fibre. Per l’autrice, ogni dettaglio del reale è materia di scrittura, ed è proprio il diario – interlocutore segreto, amico fidato, spazio di decantazione di racconti futuri – a recare testimonianza di questo riverbero costante tra l’io e il mondo. D’altra parte, il diario è anche il luogo in cui Mansfield ragiona su ciò che desidera dall’arte e dalla vita. Critica spietata di sé stessa e degli altri, la scrittrice intrattiene una relazione assoluta, talora feroce, con la verità. Per lei – così confessa, proprio in queste pagine – «ogni artista si taglia l’orecchio e lo appende fuori dalla porta, perché gli altri possano urlarci dentro». Ma questi appunti privati sono anche la storia di un’anima in continua evoluzione, nell’arco di vent’anni di esistenza: i primi amori, le scoperte, le delusioni, i viaggi, l’esperienza dolorosa della malattia, tutto confluisce in una narrazione intima, vivace, ironica, spesso impietosa. La selezione delle pagine più significative dei diari, accompagnate da brevi introduzioni narrative volte a raccontarne il contesto, fa emergere il ritratto autentico e in movimento di una donna e di un’artista capace di sottrarsi ai luoghi comuni del proprio tempo, di scegliere la propria strada e seguirla con coraggio, interrogandosi senza sosta e senza timore sul mondo e sull’umano.

A cura di Sara Simone, pagine 275, Donzelli editore.

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Niente donne perfette, per favore. Lettere di profonda superficialità

Posted on 28 Febbraio 20245 Marzo 2024 by MANIPA

Niente donne perfette per favore Austen

La penna più ironica e sferzante dell’Ottocento inglese non si spuntava neanche nelle comunicazioni private. Jane Austen consegna all’epistolario tutta la sua saggia ironia, dilettandoci con l’educata sfrontatezza della sua prosa impareggiabile. Un volumetto spedibile che distilla lettera per lettera il concentrato di un’ineguagliata intelligenza pratica, sociale e letteraria, tracciando un preciso percorso di emancipazione e di consapevolezza artistica.

Capitolo 1 Il genio della scelta – Capitolo 2 Il talento della saggezza

L’Orma editore

65 pagine

Traduzione a cura di Eusebio Trabucchi, Cover di Antonio Almeida

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Io in te cerco la vita lettera di una donna innamorata della libertà.

Posted on 27 Febbraio 20245 Marzo 2024 by MANIPA

Prodigio di libertà e indipendenza, Anna Kuliscioff ha attraversato da protagonista tre decenni della vita politica europea dando un incalcolabile contributo nelle battaglie per i diritti delle donne e dei lavoratori. Rivoluzionaria e libertaria nelle relazioni amorose come nelle rivendicazioni politiche, Kuliscioff ci ha lasciato alcune delle più intense lettere del Novecento italiano. Riscopriamo così la vita di una donna che fu cittadina di un futuro al quale, ancora oggi, dobbiamo aspirare.

Io in te cerco la vita Kuliscioff

Introduzione di Elena Vozzi, Cronologia della vita di Anna Kuliscioff, Lettere.

L’Orma editore

Pagine 125

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Tonio Kröger

Posted on 26 Febbraio 20245 Marzo 2024 by MANIPA

Tonio Kröger, scrittore in erba, si trasferisce da Lubecca a Monaco dove raggiunge la celebrità letteraria. La fama non placa però la sua irrequietezza e il suo senso d’inferiorità nei confronti di coloro che, come l’amico Hans e la giovane Ingeborg, sono tanto lontani dall’arte quanto semplici, liberi e spontanei nel vivere. Vero e proprio ritratto dell’artista da giovane, Tonio Kröger ruota intorno al contrasto, acutamente sentito da Thomas Mann, tra le esigenze dell’arte, che lo portavano a un’esistenza fredda, artificiosa e lontana dal sentire comune, e l’inconfessata, profonda nostalgia per la pienezza del vivere, la solidità e l’onestà borghese. Un capolavoro della letteratura novecentesca, che la penetrante introduzione di Giuliano Baioni rivela in tutta la sua ricchezza e complessità.

tonio kruger thomas mann

Thomas Mann Dopo la morte del padre si trasferisce prima a Monaco con la famiglia, poi soggiorna con il fratello a Roma e Palestrina. Tornato a Monaco, lavora nella redazione del Simplicissimus, ma presto si dedica esclusivamente alla letteratura.
Il primo dopoguerra segna la sua definitiva affermazione, diventando massimo rappresentante della letteratura tedesca. Nel 1929 vince il Premio Nobel per la letteratura e pochi anni dopo decide di lasciare la Germania per trasferirsi prima nei Paesi Bassi e in seguito negli Stati Uniti dove rimane fino al 1952 per poi spostarsi in Svizzera.
Mann sin da subito imposta la problematica dell’isolamento dell’individuo di fronte alla società borghese, e porterà avanti tale questione in tutti i suoi romanzi e racconti. Decisivo per il suo sviluppo intellettuale diventa l’incontro con il pensiero nietzscheano, mentre nella qualità della scrittura subisce l’influenza dei grandi scrittori russi che si nota facilmente in uno dei suoi romanzi più importanti, Buddenbrooks: decadenza di una famiglia (1901).
Tra le altre sue opere ricordiamo  Altezza Reale, La montagna incantata, Giuseppe e i suoi fratelli, Tristano, La morte a Venezia.

Nota introduttiva di Giuiano Baioni, traduzione di Anna Rosa Azzone Zweifel.

Rizzoli, pagine 213, ISBN 9788817121439

Biblioteca Manipa Scrittori

Un pacifico matrimonio di Doris Lessing

Posted on 25 Febbraio 202424 Febbraio 2026 by MANIPA

Doris Lessing in Un pacifico matrimonio usa la cornice fiabesco‑fantascientifica per raccontare un esperimento politico e spirituale: cosa succede quando due mondi opposti sono costretti a incontrarsi e a trasformarsi a vicenda.

La trama come mito dell’incontro tra opposti

  • La Zona Tre è un regno matriarcale, pacifico, raffinato, quasi edenico, guidato dalla regina Al‑Ith, dove armonia e spiritualità hanno sostituito il conflitto.
  • La Zona Quattro è invece un territorio devastato dalla guerra, dominato dal re guerriero Ben Ata, rozzo, gerarchico, ossessionato dall’esercito e dal controllo.
  • I misteriosi Tutori impongono il matrimonio fra Al‑Ith e Ben Ata: è un’unione “politica”, ma in realtà è un rituale iniziatico che mette in contatto femminile/maschile, pace/guerra, raffinatezza/primordialità.

Sotto la superficie di una love story impossibile, Lessing mette in scena un laboratorio cosmico su come gli opposti possano smettere di distruggersi e cominciare a conoscersi.

Il matrimonio come metafora politica

Il legame tra i due sovrani è un’allegoria del rapporto tra culture diseguali, tra imperi dominanti e territori marginalizzati, tra Nord “evoluto” e Sud “arretrato”.

  • Al‑Ith incarna una civiltà avanzata ma compiaciuta, seduta nella propria soddisfazione, chiusa nel suo “materialismo spirituale” che evita il conflitto ma anche la responsabilità.​
  • Ben Ata rappresenta una società militarista, povera, in cui la violenza è struttura e linguaggio, non solo episodio.

Il significato nascosto: la “pace” della Zona Tre non è innocente quanto sembra, e la “barbarie” della Zona Quattro non è irrimediabile. Ognuno dei due mondi ha bisogno dell’altro per vedere le proprie ombre.

Amore, potere e linguaggio

Uno dei nodi più sottili del romanzo è il diverso significato che i personaggi attribuiscono all’amore.​

  • Ben Ata vive l’amore in termini di possesso, gelosia, corpo, prestazione; è un linguaggio emotivo primario ma autentico, impastato di bisogno e paura.​
  • Al‑Ith appartiene a una cultura in cui l’amore è fluido, promiscuo, magico, più legato alla condivisione del tempo che alla monogamia o alla fedeltà.​

Quando Ben Ata le chiede cosa significhi “amore”, Al‑Ith risponde che per la sua gente è “passare del tempo con un’altra persona”, ribaltando l’idea romantica occidentale che associa l’amore alla fusione totale.​

Qui Lessing suggerisce che gran parte dei conflitti (privati e politici) nasce dal non riconoscere che usiamo la stessa parola – “amore”, “pace”, “ordine” – per concetti completamente diversi. Il matrimonio, allora, è anche un esperimento linguistico: imparare la grammatica emotiva dell’altro.

Trasformazioni sociali: i veri effetti del “matrimonio”

Man mano che la relazione fra Al‑Ith e Ben Ata evolve, non cambiano solo loro, ma le loro società.

  • Nella Zona Quattro, le donne – simbolicamente rappresentate dalla figura di Dabeeb – cominciano a intuire modelli diversi di femminilità e di potere, e la struttura guerriera del regno lentamente si sgretola.
  • Nella Zona Tre, l’arrivo del conflitto e dell’alterità incrina la quiete statica: i sudditi sono costretti a uscire dall’inerzia e a confrontarsi con la responsabilità individuale.​

Il significato sotterraneo è che nessun “ordine” è davvero pacifico se si regge sulla rimozione del conflitto o sulla sottomissione di qualcuno. L’incontro con l’altro introduce crisi, ma è proprio quella crisi a riattivare l’energia vitale di una civiltà.

Dimensione mistica: oltre il dualismo

Sul piano più profondo, Un pacifico matrimonio dialoga con il pensiero sufi e con una visione neoplatonica della realtà, in cui i contrari sono manifestazioni parziali di un’unità più ampia.​

  • I Tutori funzionano come guide spirituali: orchestrano matrimoni, separazioni, nuovi incontri (come il successivo matrimonio di Ben Ata con la regina Vahshi della Zona Cinque), per far circolare l’esperienza tra molteplici polarità.
  • La vera “pace” non è l’assenza di conflitto, ma la capacità di sostenere la tensione tra differenze molteplici, senza annullarle.​

In quest’ottica, il matrimonio non è un punto d’arrivo ma un processo di continua alchimia: un lavorio instancabile di mescolanza, fallimenti, nuovi tentativi, attraverso cui individui e mondi vengono spinti a superare i propri limiti.Nelle immense lande delle Zone, strani reami che circondano la Terra, si sta per celebrare un’unione le cui conseguenze potrebbero cambiare per sempre il destino del pianeta. La Zona Tre, un paradiso pacifico e matriarcale, è guidata da una mite regina, mentre la confinante Zona Quattro è una terra abbandonata alla guerra e al caos, schiacciata dal dominio del brutale re guerriero Ben-Ata. Il matrimonio tra i due, che rappresentano gli estremi princìpi di femminilità e mascolinità, minaccia di destabilizzare l’intero impero galattico e i reami delle Zone.

Traduttore Eleonora Federici

Autore: Doris Lessing

Doris May Tayler (1919-2013), questo il vero nome della Lessing, nasce nel 1919 a Kermanshah, ora Iran, da genitori inglesi. Nel 1925 la famiglia si trasferisce in Rhodesia, l’attuale Zimbabwe, dove Doris rimane fino al 1949. Il suo primo romanzo, L’erba canta, viene pubblicato a Londra nel 1950, dopo il suo trasferimento in Gran Bretagna. Famosa per Il taccuino d’oro, Memorie di una sopravvissuta, Sotto la pelle, Doris Lessing è stata un’icona di molte cause, dall’anticolonialismo al femminismo, ma con il suo spirito libero e indipendente è sempre sfuggita a ogni steccato, politico o di genere letterario che fosse.

Nel 2007 le è stato attribuito il Nobel come ‘cantrice dell’esperienza femminile, che con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa’.

Link utile >>

Con Fanucci Editore ha pubblicato: Memorie di una sopravvissuta, Mara e Dann, La storia del generale Dann, della figlia di Mara, di Griot e del cane delle nevi, Una comunità perduta, Il senso della memoria, Discesa all’inferno e, appartenenti al ciclo Canopus in Argos, Un pacifico matrimonio e Un luogo senza tempo.

Editore Fanucci

Pagine 448

ISBN 9788834713372

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Uccelli vivi

Posted on 24 Febbraio 20245 Marzo 2024 by MANIPA

Un cameriere che continua a servire i clienti nonostante la moglie sia morta sul pavimento della cucina, un gruppetto di spose abbandonate dai mariti su una strada di campagna, un bambino che non ricorda il sapore dello zucchero, un uomo che si trasferisce in un negozio di giocattoli, un cane che agonizza nel baule di una macchina senza sapere che il suo sacrificio sarà inutile.

Nei venti racconti che compongono “Uccelli vivi” Samanta Schweblin si dimostra la degna erede della tradizione letteraria di Cortázar, Carver e Flannery O’Connor: la sua prosa dà vita a storie che sono un concentrato di pura visionarietà, in cui l’assurdo e il mostruoso si celano dietro a dettagli all’apparenza insignificanti del quotidiano.

Autore: Samanta Schweblin

Samanta Schweblin è nata nel 1978 a Buenos Aires, ed è tra le voci più interessanti della narrativa sudamericana contemporanea. I suoi racconti, pubblicati in Italia da Fazi nel 2010 con il titolo La pesante valigia di Benavides, hanno ottenuto il prestigioso premio Casa de Americas nel 2008. Con Distanza di sicurezza (Rizzoli 2017) è stata finalista all’ultimo Man Booker International Prize.

Traduzione di Maria Nicola

Edizioni Sur

Pagine 221

ISBN 9788869983436

⭐⭐⭐⭐⭐

Classificazione: 5 su 5.
manipa psicologia

La lanterna magica di Molotov. Viaggio nella storia della Russia

Posted on 23 Febbraio 202423 Febbraio 2024 by MANIPA

Gli scrittori russi vissuti negli anni della rivoluzione d’Ottobre – ma anche molti loro padri nobili, da Puskin a Dostoevskij -hanno in comune il privilegio, cui potendo avrebbero forse rinunciato, di aver vissuto vite febbrili, appassionanti e tragiche quanto i libri in cui spesso le hanno raccontate. Per ricostruirle, Rachel Polonsky ha viaggiato da Mosca al Volga alla Siberia, portando virtualmente con sé il curioso strumento esposto nello studio di uno dei personaggi più foschi dell’era staliniana, Molotov: una lanterna magica.

E così ecco sfilare davanti ai nostri occhi, in un montaggio di storie che credevamo perdute, tutti gli eroi della generazione più feroce con i suoi poeti, dalla Cvetaeva alla Achmatova, da Babel’ a Pasternak a Mandel’stam. E, accanto a loro, vicende, luoghi e personaggi più oscuri, ma altrettanto stupefacenti: i sogni, le mogli e i privilegi della nomenklatura sovietica; le degenerazioni scientifiche indotte da un totalitarismo che pretendeva di aver scoperto le leggi della storia; le vite sanguinarie degli atamani cosacchi. Le immagini proiettate dalla Lanterna magica di Molotov sono le tappe di un viaggio che attraversa il tempo oltre che lo spazio: dalle libertà medioevali dell’antica Novgorod, alle segrete della Lubjanka, fino al tragico e al grottesco dell’era Putin, con i suoi giornalisti uccisi, i processi agli oppositori.

Autore: Rachel Polonsky

Photo Credit: © James McMillan

Rachel Polonsky è una studiosa britannica specializzata in letteratura slava. I suoi libri includono Lanterna magica di Molotov e Letteratura inglese e Rinascimento estetico russo.

Traduzione di Valentina Parisi

Editore: Adelphi

Pagine 434

ISBN 9788845929151

⭐⭐⭐⭐⭐

Classificazione: 5 su 5.
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Vite mie

Posted on 22 Febbraio 202422 Febbraio 2024 by MANIPA

Amare non è sufficiente, bisogna sapere come si fa. Talvolta una vita non basta a impararlo per bene, oppure l’abilità coltivata negli anni si dissolve misteriosamente e non rimane altro che un senso di inadeguatezza e di nostalgia. Serve più di una vita, a Claudio Prizio, per poter sentire che sta davvero ricominciando da capo. Gli serve, anzitutto, cercare sé stesso negli altri. Claudio chiede riparo, come ha sempre fatto, alla famiglia, ma anche gli equilibri domestici si stanno ormai modificando. La sua è una famiglia particolare e al tempo stesso normalissima, che custodisce grandi dolori, legami insoliti e momenti di autentica felicità. Tutti devono trovare la forza di lasciar andare il passato: la sua compagna Agata, i suoi quattro figli – due dei quali ormai adulti – e soprattutto lui.

Claudio cerca sé stesso in casa, ma anche nella sua città: Roma è così prodiga di incontri che finisce per stordirlo in un vortice di coincidenze. Da qualche tempo, infatti, Claudio non fa che ravvisare somiglianze tra sé e le persone in cui si imbatte: un guidatore distratto che quasi lo investe al semaforo, un rocker attempato, un agente immobiliare, una donna che si è rifugiata in campagna. I suoi simili sono specchi, ma anziché aiutarlo a comprendere la propria identità, sembrano avvilupparlo in un gioco di riflessi senza scampo. Come si fa a passare oltre preservando la memoria, ma senza diventarne schiavi? Roma, che tutto custodisce e a niente pare far caso, è una maestra in quest’arte, e suggerirà a Claudio lo stratagemma – l’ultima illusione, forse – per liberare sé stesso e coloro che ama. “Vite mie” è una impetuosa esplorazione esistenziale spinta avanti da domande brucianti: cosa vuol dire amare a un certo punto della vita, e quando la vita ha già colpito duro? Come si fa a non dare per scontati i nostri legami e renderli invece speciali, unici e duraturi? Un romanzo pervaso di riflessioni sull’amore, sulla famiglia, sul nostro rapporto con il tempo che passa. Un libro emozionante e commovente che con una scrittura ipnotica, nitida, plastica, prova a raccontarci qualcosa di essenziale che sempre ci sfugge.

Un romanzo pervaso di riflessioni sull’amore, sulla famiglia, sul nostro rapporto con il tempo che passa. Un libro emozionante e commovente che con una scrittura ipnotica, nitida, plastica, prova a raccontarci qualcosa di essenziale che sempre ci sfugge.
«Il romanzo di Selvetella è un libro profondissimo, scritto in modo essenziale ma pieno di sensibilità, riguarda tutti noi e ci costringe a guardarci dentro.» – Pier Francesco Fusari

Autore: Yari Selvetella

Yari Selvetella (Roma, 16 febbraio 1976) è un giornalista e scrittore romano. Collabora con vari programmi della Rai. È un esperto di storia della criminalità romana, un tema su cui lavora da molti anni attraverso articoli e libri, tra cui il bestseller Roma criminale (scritto con Cristiano Armati, Newton Compton 2005).

Editore Mondadori, 2022

252 pagine

ISBN 9788804753803

Vita dell’arciprete Avvakum scritta da lui stesso

Posted on 22 Febbraio 2024 by MANIPA

Avvakum

Adelphi

244

9788845902086

Viaggio in Sardegna

Posted on 22 Febbraio 2024 by MANIPA

“Ci sono buchi in Sardegna che sono case di fate, morti che sono colpa di donne vampiro, fumi sacri che curano i cattivi sogni e acque segrete dove la luna specchiandosi rivela il futuro e i suoi inganni. Ci sono statue di antichi guerrieri alti come nessun sardo è stato mai, truci culti di santi che i papi si sono scordati di canonizzare, porte di pietra che si aprono su mondi ormai scomparsi, e mari di grano lontani dal mare, costellati di menhir contro i quali le promesse spose strusciano impudicamente il ventre nel segreto della notte, vegliate da madri e nonne. C’è una Sardegna come questa, o davanti ai camini si racconta che ci sia, che poi è la stessa cosa, perché in una terra dove il silenzio è ancora il dialetto più parlato, le parole sono luoghi più dei luoghi stessi, e generano mondi. Un’isola delle storie che va visitata così: attraverso percorsi di parole che disegnino i profili dei luoghi, diano loro una forma al di là delle pietre lise, li rendano ricordo condiviso e infine aiutino a dimenticarli, perché non corrano il rischio di restare dentro e prenderne il posto. Questa storia è un viaggio in compagnia di dieci parole, dieci concetti alla ricerca di altrettanti luoghi, più uno. Undici mete, perché i numeri tondi si addicono solo alle cose che possono essere capite definitivamente. Non è così la Sardegna, dove ogni spazio apparentemente conquistato nasconde un oltre che non si fa mai cogliere immediatamente, conservando la misteriosa verginità delle cose solo sfiorate.”

Michela Murgia

Einaudi

198

9788806222192

Viaggio da Pietroburgo a Mosca

Posted on 22 Febbraio 2024 by MANIPA

Adottato nelle Università, è uno dei classici riconosciuti della letteratura utopista russa: scritto infatti all’inizio degli anni 90 del XVIII secolo, per la sua condanna del dispotismo fu considerato dall’Imperatrice Caterina la Grande più pericoloso di una guerra persa. In ventiquattro tappe, che sono altrettanti capitoli, il libro descrive un viaggio da Pietroburgo a Mosca appunto, fatto in carrozza da un nobile che viene a contatto con i vari aspetti della realtà dell’epoca. Il libro è corredato da una prefazione dello storico del populismo russo Franco Venturi.

Aleksandr Nikolaevič Radiščev

Voland

313

9788888700205

Biblioteca Manipa

Vento dell’est, vento dell’ovest

Posted on 22 Febbraio 202422 Febbraio 2024 by MANIPA

Venti di trasformazione agitano la Cina all’alba del secolo XX, suscitando contrasti tra tradizione e innovazione, rispetto per l’antico e l’irrompere di una mentalità diversa. Educata secondo i precetti dell’Oriente e data in sposa a un giovane che ha studiato all’estero e rifiuta i valori del passato, Kwei-lan accetta di abbandonare a poco a poco le sue certezze, imparando così ad amare e a essere amata. Speculare è la storia del fratello, ribelle in nome di una moderna libertà di sentimenti, che ha studiato oltremare e al ritorno in Cina porta con sé la moglie americana. L’ostilità della grande famiglia e l’ostinazione del giovane provocano dolore e fratture, ma anche profonde trasformazioni che condurranno a un diverso incontro fra i due mondi.

Pearl S. Buck

Mondadori

272

9788804735779

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