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Mese: Aprile 2025

Cristina Campo

Cristina Campo: la poetessa dell’inesprimibile

Posted on 28 Aprile 202528 Aprile 2025 by MANIPA

Cristina Campo: la poetessa dell’inesprimibile… oggi è il suo compleanno!
Cristina Campo, pseudonimo di Vittoria Maria Angelica Marcella Cristina Guerrini, nacque a Bologna il 29 aprile 1923, figlia unica del compositore Guido Guerrini e di Emilia Putti, appartenente a una famiglia di spicco della borghesia bolognese. La sua vita, segnata fin dall’infanzia da una grave malformazione cardiaca, fu caratterizzata da isolamento, autodidattismo e una precoce inclinazione alla letteratura e alla spiritualità.

Cristina Campo: un’esistenza appartata e rigorosa

A causa della salute fragile, Cristina Campo non poté seguire regolari studi scolastici e trascorse gran parte della giovinezza tra Bologna, Parma e Firenze, città quest’ultima che fu determinante per la sua formazione culturale. Qui, immersa nell’ambiente intellettuale fiorentino, strinse amicizie fondamentali, tra cui quella con il germanista Leone Traverso e conobbe personalità come Mario Luzi e Gianfranco Draghi. Campo visse sempre ai margini dei circoli letterari, rifuggendo il protagonismo e scegliendo spesso di firmare i suoi scritti con pseudonimi diversi, tra cui quello definitivo di Cristina Campo adottato intorno ai trent’anni.

La scrittura come ricerca di perfezione.

Cristina Campo pubblicò poco in vita, ma ogni sua opera si caratterizza per una tensione estrema verso la perfezione stilistica e la profondità del significato. Il suo primo libro, Passo d’addio (1956), raccoglie undici poesie e rappresenta l’unica raccolta poetica pubblicata mentre era in vita. La sua produzione comprende raffinati saggi, poesie e soprattutto traduzioni, attività che la vide impegnata su autori come Katherine Mansfield, Virginia Woolf, John Donne, William Carlos Williams, Hugo von Hofmannsthal e Simone Weil, quest’ultima figura centrale nella sua formazione spirituale e intellettuale.

L’ascetismo letterario e la figura degli “imperdonabili”

Gli imperdonabili cristina campo

Cristina Campo fu definita da Guido Ceronetti “tessitrice d’inesprimibile” e da sé stessa “una che ha scritto poco e avrebbe voluto scrivere ancora meno”. Il suo stile, rigoroso e rarefatto, rifletteva una visione ascetica della scrittura: Campo amava gli autori che chiamava “imperdonabili”, cioè coloro che perseguono la perfezione e la bellezza a costo di rimanere incompresi o isolati. Questo ideale traspare in raccolte come Gli imperdonabili e La tigre assenza, pubblicate postume e oggi considerate tra le vette della letteratura italiana del Novecento.

L’eredità e la riscoperta
Cristina Campo morì a Roma il 10 gennaio 1977, a soli 53 anni, a causa di una crisi cardiaca. Ignorata dalla critica durante la sua vita, la sua opera è stata rivalutata e riscoperta soprattutto a partire dagli anni Ottanta grazie all’editrice Adelphi, che ha raccolto e pubblicato i suoi scritti principali. Oggi Campo è riconosciuta come una delle voci poetiche più alte, originali e misteriose del Novecento italiano: la sua scrittura, intrisa di spiritualità e tensione verso il bello e il vero, continua a esercitare fascino e ispirazione sulle nuove generazioni di lettori e scrittori.

“Ha scritto poco, e le piacerebbe aver scritto meno”.

Cristina Campo si conferma una figura imprescindibile della letteratura italiana, simbolo di un’inesauribile ricerca di perfezione e di una fedeltà assoluta alla propria vocazione poetica.

Link utili e fonti:

https://quantsmagazine.com/2024/03/cristina-campo-limperdonabile/

https://www.doppiozero.com/cristina-campo-una-vita-sotto-falso-nome

https://www.avvenire.it/agora/pagine/la-pianta-di-campo-nata-su-simone-weil

https://www.enciclopediadelledonne.it/edd.nsf/biografie/cristina-campo

https://www.ibs.it/libri/autori/cristina-campo?filterContributors=Cristina+campo&searchField=Product_type&query=%2bITBOOK&productsPerPage=25&page=1&filterProduct_type_description=Libri&useAsn=True&filterAuthors=Cristina+Campo

Editoriali piccola biblioteca manipa

Vladimir Nabokov

Posted on 23 Aprile 202523 Aprile 2025 by MANIPA

Vladimir Nabokov: vita e stile di scrittura

Vladimir Nabokov (San Pietroburgo, 1899 – Montreux, 1977) è stato uno degli scrittori più raffinati e innovativi del Novecento, celebre per romanzi come Il dono, Lolita, Fuoco Pallido e Ada o ardore, oltre che per la sua produzione in lingua russa e per l’attività di entomologo.

Vladimir Nabokov

Vita e formazione

Nato in una famiglia aristocratica russa, Nabokov crebbe in un ambiente poliglotta, imparando fin da piccolo russo, inglese e francese. Dopo la Rivoluzione d’Ottobre, la famiglia fu costretta all’esilio, prima in Crimea, poi in Europa occidentale. Nabokov si laureò a Cambridge in lingue slave e romanze, visse tra Berlino e Parigi, e pubblicò i primi romanzi in russo con lo pseudonimo di Vladimir Sirin, divenendo una figura di spicco tra gli emigrati russi.

Nel 1940 si trasferì negli Stati Uniti, dove ottenne la cittadinanza e insegnò letteratura russa alla Cornell University. Negli ultimi anni si stabilì in Svizzera, a Montreux, dove si dedicò sia alla scrittura che alle sue ricerche entomologiche.

Stile di scrittura di Vladimir Nabokov

Originalità e perfezione formale
Nabokov è noto per uno stile letterario estremamente curato, giocoso e sofisticato. La sua scrittura si distingue per la ricchezza lessicale, l’ironia sottile, il gusto per il dettaglio e la costruzione minuziosa delle frasi. Ogni opera, secondo Nabokov, è un mondo a sé, autonomo e perfetto, e non va giudicata in base a criteri storici o ideologici, ma solo per il suo valore estetico e sensoriale.

Il valore dell’estetica e del dettaglio
Per Nabokov, la letteratura deve suscitare un “brivido lungo la spina dorsale”, un’emozione estetica che nasce dalla percezione sensoriale e dalla memoria. Era contrario alle letture puramente realistiche o ideologiche: per lui, la realtà del romanzo è quella della finzione, costruita con precisione artigianale e attenzione quasi ossessiva ai dettagli e ai giochi di specchi narrativi.

Tecnica e struttura
Nabokov scriveva spesso i suoi romanzi su schede, componendo la narrazione come un puzzle, non in ordine cronologico ma per frammenti, che poi venivano assemblati con cura. Questo metodo riflette la sua visione della scrittura come un gioco strategico, pieno di rimandi interni, false piste, mise en abyme e ironia. Il suo stile è stato definito “basato interamente sullo stile”, capace di trasformare anche i temi più scabrosi in raffinati giochi linguistici, come avviene in Lolita.

Lingua e immagini
Nabokov era sinestesico: associava colori a lettere e suoni, e pensava per immagini più che per parole. Questo si riflette nella sua prosa visiva e nella capacità di evocare atmosfere e sensazioni con precisione pittorica.

Intertestualità e giochi letterari
I suoi romanzi sono ricchi di allusioni, citazioni e giochi di parole, spesso con riferimenti nascosti alla propria biografia o ad altri autori. Nabokov amava inserire nei suoi testi enigmi, nomi parlanti e alter ego letterari, come il celebre Vivian Darkbloom (anagramma di Vladimir Nabokov).

Conclusione

Scrittore “doppio”, esule e poliglotta, Nabokov ha saputo fondere la tradizione russa con quella europea e americana, dando vita a una delle opere più originali e influenti del secolo scorso. Il suo stile, ironico, raffinato e virtuosistico, continua a incantare e a sfidare i lettori di tutto il mondo.

Guido Carpi su Vladimir Nabokov
Il ruolo di Nabokov nella letteratura russa secondo Guido Carpi

Guido Carpi, professore ordinario di Letteratura russa presso l’Università di Napoli L’Orientale, ha dedicato numerose lezioni e interventi al ruolo di Vladimir Nabokov nella letteratura russa del Novecento. Nei suoi corsi e pubblicazioni, Carpi sottolinea come Nabokov rappresenti una figura centrale della cultura dell’emigrazione russa, affermandosi come uno dei principali prosatori russi degli anni Venti insieme ad Andrej Platonov, ma in un contesto totalmente diverso: Nabokov opera infatti in esilio, lontano dalla Russia sovietica.

Vladimir Nabokov e la critica letteraria: soggettivismo e arte “pura”

Carpi evidenzia il carattere profondamente soggettivo della critica letteraria di Nabokov. Secondo Carpi, Nabokov è uno scrittore eccezionale e un brillante saggista, ma nei suoi giudizi letterari adotta un compiaciuto soggettivismo, senza farne mistero. Un esempio emblematico è la sua posizione nei confronti di Dostoevskij, che Nabokov criticava per il suo misticismo e per l’approccio predicatorio alla letteratura. Nabokov, infatti, sosteneva che l’arte dovesse essere autonoma, priva di compiti extraletterari o ideologici—a differenza di Dostoevskij, che invece vedeva nella letteratura uno strumento di impegno religioso e sociale.

Carpi mette in guardia dall’utilizzare i saggi di Nabokov come introduzione alla letteratura russa per gli studenti, perché, pur essendo affascinanti, rischiano di offrire una visione distorta della disciplina storico-letteraria. Fa eccezione solo per il monumentale commento di Nabokov all’”Onegin”, che però rimane anch’esso venato di soggettivismo.

Vladimir Nabokov e la letteratura dell’emigrazione

Nel dialogo con altri studiosi, Carpi inserisce Nabokov tra i principali autori della letteratura russa dell’emigrazione, sottolineando come il suo esordio negli anni Venti rappresenti una delle linee di sviluppo fondamentali della narrativa russa fuori dai confini sovietici. Nabokov viene quindi riconosciuto come una figura di spicco nel panorama internazionale, capace di influenzare profondamente sia la cultura russa che quella occidentale.

Sintesi del pensiero di Carpi su Nabokov

Nabokov è un autore fondamentale della letteratura russa del Novecento, soprattutto nell’ambito dell’emigrazione.

La sua critica letteraria è fortemente soggettiva e orientata verso l’idea dell’arte come valore in sé, avulsa da ogni funzione ideologica o sociale.

Carpi invita a leggere Nabokov con spirito critico, riconoscendone la grandezza ma anche i limiti di prospettiva, soprattutto quando si tratta di introdurre nuovi lettori alla letteratura russa.

Nabokov viene spesso contrapposto a Dostoevskij, di cui criticava il misticismo e l’impegno morale, incarnando così una delle principali linee di frattura nella tradizione letteraria russa.

In conclusione, Carpi, come nel suo stile di critico attento e profondo, offre una lettura articolata di Nabokov, riconoscendone la complessità e il valore, ma anche la necessità di contestualizzarne il pensiero all’interno di una più ampia storia della letteratura russa.

Breve descrizione delle opere di Vladimir Nabokov presenti della Biblioteca di Manipa


L’occhio, romanzo di Vladimir Nabokov

Romanzo breve pubblicato nel 1930, ambientato a Berlino tra emigrati russi. Il protagonista tenta il suicidio e, dopo la sua presunta morte, il suo “occhio” osserva la comunità per scoprire come viene percepito il personaggio di Smurov, attorno al quale regnano incertezza e sospetto. Il tema centrale è l’identità, vista come costruzione sociale nelle opinioni degli altri. Solo alla fine si scopre che Smurov è il narratore stesso, in un gioco di specchi tipicamente nabokoviano.

La difesa di Luzin


Considerato il primo capolavoro di Nabokov, racconta il conflitto tra genio e normalità attraverso la vita di Luzin, un giovane prodigio degli scacchi. La trama segue la sua ascesa e caduta, dal talento precoce alla rovina personale, in una narrazione che intreccia ironia e pathos. Il romanzo riflette sulla predestinazione, la volontà e il caso, usando la metafora della partita a scacchi come simbolo della lotta esistenziale.

Lezioni di letteratura di Vladimir Nabokov


Non un libro tradizionale, ma la raccolta delle lezioni che Nabokov tenne alla Cornell University tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta. Nabokov guida gli studenti all’osservazione dei dettagli nei testi letterari, invitandoli a diffidare delle generalizzazioni e a cogliere i “divini particolari” che rendono viva la letteratura. Le lezioni sono ricche di aneddoti e riflessioni sul mestiere dello scrittore.

Lezioni di letteratura russa


Frutto degli anni di insegnamento di Nabokov negli Stati Uniti, questo volume raccoglie le sue lezioni sui grandi autori russi. Nabokov si distingue per l’attenzione ai dettagli apparentemente insignificanti e per la sua opposizione a interpretazioni ideologiche o moralistiche della letteratura. Il suo obiettivo è formare “buoni lettori” capaci di apprezzare la magia delle parole e la felicità che la letteratura può offrire.

Lolita

Romanzo scandalo e capolavoro, racconta la storia dell’amore ossessivo e devastante di Humbert Humbert, un professore europeo di mezza età, per la giovane Dolores Haze, detta Lolita. Il libro esplora il desiderio, la memoria e l’illusione, con uno stile ricco di giochi di parole e invenzioni linguistiche. Lolita è diventato un simbolo letterario, oggetto di dibattito per i temi controversi che affronta, ma anche ammirato per la sua straordinaria scrittura.

Il dono di Vladimir Nabokov

Ultima opera scritta in russo da Nabokov, è considerata la sua opera più densa e ricca. Racconta la storia di Fëdor Godunov-Čerdyncev, giovane scrittore russo emigrato a Berlino, e il suo percorso letterario: dalla poesia alla biografia del padre, fino alla stesura di una monografia su Černyševskij e alla ricerca della “grande Prosa”. Il romanzo è un vero testamento letterario e riflette sul ruolo dell’artista e sulla creazione letteraria. https://www.manipa.it/lolita/

astrologia biblioteca

Scrittori del Toro in biblioteca

Posted on 22 Aprile 202522 Aprile 2025 by MANIPA

Scrittori del Toro: analisi astrologica

scrittori del toro

La relazione tra il segno zodiacale del Toro e la propensione alla scrittura offre un interessante spunto di riflessione sull’influenza delle caratteristiche astrologiche nelle inclinazioni creative. Questo rapporto esplora come le qualità intrinseche del Toro possano manifestarsi nell’espressione scritta, analizzando sia gli aspetti caratteriali che le influenze simboliche e planetarie che guidano questo segno di terra.

Caratteristiche Fondamentali del Segno del Toro

Il Toro è il secondo dei 12 segni zodiacali dell’astrologia occidentale, collocandosi tra Ariete e Gemelli nella ruota zodiacale. Si tratta di un segno fisso di terra, governato dal pianeta Venere, con la Luna in esaltazione e Plutone e Marte in esilio. Il periodo in cui il Sole transita nel segno del Toro va approssimativamente dal 20 aprile al 20 maggio, coincidendo con il pieno sbocciare della primavera nell’emisfero settentrionale.

Le persone nate sotto questo segno si distinguono per qualità ben definite: tenacia, caparbietà, lealtà, pazienza e una marcata tendenza a riflettere attentamente prima di agire. A queste si aggiungono una naturale sensualità, un raffinato gusto estetico e un notevole attaccamento agli aspetti materiali dell’esistenza. I nati sotto il segno del Toro sono generalmente amanti delle arti, della buona cucina e della musica, manifestando un senso del bello particolarmente sviluppato.

Nel contesto delle relazioni interpersonali, il Toro si rivela estremamente stabile e fedele. Le sue amicizie e i suoi legami affettivi tendono a durare anni, caratterizzati da un approccio razionale ma profondamente devoto. Tuttavia, quando un Toro decide che qualcosa deve cambiare, la sua determinazione diventa irremovibile: chiude e non torna indietro.

La Simbologia del Toro

La simbologia legata al segno del Toro è ricca e multidimensionale. Come evidenziato nel documento “Il segno del Toro”, quando il Sole entra in questo segno, la primavera raggiunge il suo apice: gli alberi sono carichi di foglie, i fiori in piena fioritura e la natura manifesta tutta la sua generosità. Questo periodo corrisponde tradizionalmente all’aratura, spesso realizzata con l’ausilio dei buoi, preparando il terreno fertile per la semina.

È interessante notare come nella mitologia e nella rappresentazione astrologica, il Toro sia associato più alla figura femminile della vacca che al toro maschio, simboleggiando la natura che, come una madre, genera vita. Non a caso, il segno è governato da Venere (l’antica Afrodite) ed è il segno di esaltazione della Luna (Artemide), entrambe divinità femminili.

Il Toro e la Predisposizione alla Scrittura

Analizzando la relazione tra il segno del Toro e l’inclinazione alla scrittura, emerge un quadro interessante. Secondo l’analisi presente in “Scrittura e astrologia – i segni di terra”, quando una persona appartenente a un segno di terra come il Toro mostra una propensione per la scrittura, spesso nel suo tema natale si trovano aspetti astrologici significativi che coinvolgono i segni d’aria (associati alla propensione intellettuale e artistica), i segni d’acqua (legati alla tendenza all’introspezione), oppure le case astrologiche III e IX.

Le persone dominate dall’elemento terra tendenzialmente scelgono percorsi professionali e creativi diversi dalla scrittura, il che spiega perché gli scrittori appartenenti al segno del Toro non siano particolarmente numerosi. Tuttavia, quelli che emergono in questo campo vengono descritti come “molto interessanti”, suggerendo che quando un Toro si dedica alla scrittura, le sue opere si distinguono per caratteristiche peculiari e di valore.

Caratteristiche della Scrittura nel Toro

Le qualità intrinseche del Toro possono influenzare significativamente il suo approccio alla scrittura:

  1. Concretezza e materialità: Essendo un segno di terra, il Toro tende a privilegiare contenuti concreti, descrizioni dettagliate e temi legati al mondo materiale e sensoriale.
  2. Pazienza e meticolosità: La proverbiale pazienza del Toro si riflette in una scrittura accurata, ben ponderata e rifinita con cura.
  3. Senso estetico: Governato da Venere, il Toro ha una naturale inclinazione per la bellezza, che può tradursi in una scrittura esteticamente piacevole, armoniosa nella forma e nello stile.
  4. Stabilità e continuità: La tendenza alla costanza e alla perseveranza può favorire una produzione letteraria coerente nel tempo e fedele a determinati temi o stili.
  5. Profondità nascosta: Come suggerito dal simbolismo della Papessa dei Tarocchi associata al Toro, la scrittura di questo segno può nascondere significati profondi sotto una superficie apparentemente semplice.

Scrittori del Toro: l’importanza di Venere

L’influenza di Venere, pianeta governatore del Toro, è particolarmente significativa nell’analisi del rapporto tra questo segno e l’attività scrittoria. Venere dona al Toro “un profondo desiderio di godersi la vita, una naturale eleganza e un’indole socievole”, qualità che possono riflettersi in una scrittura che valorizza il piacere, la bellezza formale e la capacità di connessione emotiva con il lettore.

La presenza di Giove in esaltazione nel segno del Toro, che “espande la propria simbologia di abbondanza e ottimismo”, può inoltre arricchire la scrittura con una dimensione di generosità espressiva e apertura verso tematiche ampie e significative.

Conclusioni

Sebbene il Toro non sia tradizionalmente considerato uno dei segni zodiacali più inclini alla scrittura, la sua natura complessa offre interessanti potenzialità espressive quando si manifesta in questo campo. Le caratteristiche di pazienza, determinazione, sensualità e apprezzamento per la bellezza tipiche del Toro possono tradursi in una scrittura distintiva, caratterizzata da concretezza, attenzione ai dettagli sensoriali, armonia formale e una profondità che si rivela gradualmente.

Gli scrittori del segno del Toro potrebbero eccellere particolarmente in generi letterari che valorizzano la descrizione accurata, la costruzione paziente di ambientazioni e personaggi, e l’esplorazione di temi legati alla natura, alla materialità e ai piaceri sensoriali. La loro tendenza alla stabilità li rende inoltre potenzialmente capaci di sostenere progetti di scrittura a lungo termine, con la determinazione necessaria per portarli a compimento con risultati di qualità.

In definitiva, quando un Toro si dedica alla scrittura, le sue caratteristiche astrologiche possono contribuire a creare opere che, come il segno stesso, combinano solidità terrena e raffinatezza venusiana in un’espressione creativa di notevole valore.

Letture consigliate e fonti:

Morpurgo, Lisa Lezioni di astrologia. 3, La natura dei segni Astrologia 409 TEA

Carmignani, Umberto, Bongiovanni Simone Astrologia archetipica Sincronicità, archetipi e viaggio dell’eroe, tema natale, counseling astrologico Astrologia 884 Macro Edizioni

Rudhyar, Dane L’astrologia della personalità Alla luce della psicologia del profondo e della filosofia olistica Astrologia 391 Astrolabio

Sicuteri, Roberto Astrologia e mito simboli e miti dello zodiaco nella psicologia del profondo Astrologia 198 Astrolabio

https://appuntiamargine.blogspot.com/2016/03/scrittura-e-astrologia-introduzione.html https://www.stregainbiblioteca.it/opinionista/2-sotto-il-segno-della-strega-a-ogni-segno-un-libro/

Scrittori nati sotto il segno del Toro

Nella biblioteca Manipa abbiamo individuato questi scrittori del Toro:

Piero Calamandrei (21/4/1889)
Giurista e politico, fondatore del Partito d’Azione, accademico di diritto processuale civile.

Madame de Staël (22/4/1766)
Scrittrice francese, figura chiave del Romanticismo, nota per De l’Allemagne e i salotti culturali.

Vladimir Nabokov (22/4/1899)
Autore russo-americano di Lolita, maestro della narrativa postmoderna in russo e inglese.

Louise Glück (22/4/1943)
Premio Nobel 2020 per la poesia “per la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezzarende universale l’esistenza dell’individuo“. Autrice di Iris selvatico edito da Il Saggiatore, come pure Marigold e Rose. Una storia e altri undici libri di poesie e due libri di saggi.

Chiara Gamberale (27/4/1977)
Scrittrice e conduttrice italiana, autrice di La zona cieca e ideatrice di festival letterari.

Cristina Campo (29/4/1923)
Poetessa e traduttrice italiana, autrice di Passo d’addio, legata a Elémire Zolla. In Biblioteca Manipa sono presenti: La tigre assenza e Gli imperdonabili ambedue editi da Adelphi.

Yasmina Reza (1/5/1959)
Drammaturga francese, premio Molière per Art, tradotta in più di trenta lingue.

Paola Caridi (2/5/1961)
Giornalista e scrittrice italiana, esperta di Medio Oriente, autrice di Hamas.

Amos Oz (4/5/1939)
Scrittore israeliano, sostenitore della soluzione a due Stati, autore di Una storia di amore e di tenebra.

Roberto Burgos Cantor (4/5/1948)
Scrittore colombiano, premio Casa de las Américas per La ceiba de la memoria.

Alan Bennett (9/5/1934)
Drammaturgo britannico, autore di The History Boys e Talking Heads.

Goliarda Sapienza (10/5/1924)
Scrittrice e attrice italiana, autrice del postumo L’arte della gioia, riscoperta negli anni 2000.

Camilo José Cela (11/5/1916)
Premio Nobel 1989, autore di La famiglia di Pascual Duarte e La colmena.

Arthur Schnitzler (15/5/1862)
Drammaturgo austriaco, pioniere del monologo interiore in La signorina Else.

Mihail Bulgakov (15/5/1891)
Autore russo di Il Maestro e Margherita, censurato durante il regime staliniano.

Lisa Morpurgo (19/5/1923)
Astrologa e scrittrice italiana, rivoluzionò l’astrologia con approccio scientifico.

Jodi Picoult (19/5/1966)
Scrittrice americana, nota per romanzi su dilemmi etici come My Sister’s Keeper.

Sigrid Undset (20/5/1882)
Premio Nobel 1928 per Kristin figlia di Lavrans, romanzi storici medievali.

Ettore Lo Gatto (20/5/1890)
Slavista italiano, traduttore e studioso di letteratura russa.

Paola Masino (20/5/1908)
Scrittrice italiana, autrice femminista di Monte Ignoso e compagna di Bontempelli.

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