Il labirinto dell’anima: Schnitzler e il crepuscolo viennese
Arthur Schnitzler nacque a Vienna il 15 maggio 1862, figlio di un medico laringologo di origine ebraica assimilata, in quella borghesia colta e cosmopolita che era l’ossatura intellettuale dell’Impero asburgico al suo tramonto. Seguì le orme paterne laureandosi in medicina — specializzandosi in neurologia e psichiatria — ma quasi subito la letteratura prese il sopravvento sulla clinica.
Divenne il più acuto scrittore della Vienna di fine Ottocento, amico e interlocutore privilegiato di Sigmund Freud, con il quale condivideva non solo la formazione scientifica ma anche l’ossessione per i movimenti sotterranei della psiche. Freud lo definì il suo “sosia”, e non era un complimento di cortesia: era il riconoscimento di una parentela metodologica profonda. Schnitzler morì a Vienna nel 1931, dopo aver assistito alla dissoluzione di tutto ciò che aveva formato il suo mondo.
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