C’è un momento preciso in cui ci si accorge di avere meno anni davanti che alle spalle. Non è necessariamente un momento drammatico — può essere una mattina qualunque, uno specchio, il funerale di un amico coetaneo. Ma da quel momento in poi il modo di guardare la propria vita cambia. Si smette di costruire e si comincia a fare i conti. È esattamente da questo punto che Philip Roth scrive Everyman, pubblicato nel 2006, a settant’anni suonati. Ed è difficile non sentire, in ogni pagina, quanto di personale ci sia in questo romanzo breve e spietato.
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Pastorale americana
Seymour Levov è un ricco americano di successo: al liceo lo chiamano “lo Svedese”. Ciò che pare attenderlo negli anni Cinquanta è una vita di successi professionali e gioie familiari. Finché le contraddizioni del conflitto in Vietnam non coinvolgono anche lui e l’adorata figlia Merry, decisa a portare la guerra in casa, letteralmente. Un libro sull’amore e sull’odio per l’America, sul desiderio di appartenere a un sogno di pace, prosperità e ordine, sul rifiuto dell’ipocrisia e della falsità celate in quello stesso sogno.
Philip Roth
Einaudi
462
9788806218034
Lamento di Portnoy
Alex Portnoy ha trentrè anni ed è commissario aggiunto della Commissione per lo sviluppo delle risorse umane del Comune di New York. Nel lavoro è abile, intransigente, stimato. Il libro riporta il monologo di Alex che, dall’analista ripercorre la sua vita per capire perché è travolto dai desideri che ripugnano alla “mia coscienza e da una coscienza che ripugna ai miei desideri”.
Philip Roth
Einaudi
220
9788806220037

