Il libro parallelo al “Mondo come volontà e rappresentazione”, dove Schopenhauer parla delle questioni più alte e delle più piccole con una stupefacente capacità di convincere.
Arthur Schopenhauer
Adelphi
684
9788845914225
Il libro parallelo al “Mondo come volontà e rappresentazione”, dove Schopenhauer parla delle questioni più alte e delle più piccole con una stupefacente capacità di convincere.
Arthur Schopenhauer
Adelphi
684
9788845914225
Questo è un libro sulla storia dei libri: libri di fumo, di pietra, di argilla, di giunchi, di seta, di pelle, di alberi e, gli ultimi arrivati, di plastica e di luce. Ma è anche un libro di viaggio che percorrendo le rotte del mondo antico fa tappa tra i canneti di papiro lungo il Nilo, sui campi di battaglia di Alessandro, tra le stanze dei palazzi di Cleopatra, nella Villa dei Papiri di Pompei prima dell’eruzione del Vesuvio, sul luogo del delitto di Ipazia, e poi nelle scuole più antiche dove si insegnava l’alfabeto, nelle prime librerie e nei laboratori di copiatura manoscritta, fino ad arrivare davanti ai roghi dove sono stati bruciati i libri proibiti, ai gulag, alla biblioteca di Sarajevo e ai sotterranei di Oxford. Papyrus è un racconto personalissimo, dove l’esperienza autobiografica si intreccia a evocazioni letterarie e a storie antiche, e dove un filo invisibile collega i classici con il frenetico mondo contemporaneo e i dibattiti più attuali: Erodoto e i “fatti alternativi”, Aristofane e i processi agli umoristi, Tito Livio e il fenomeno dei fan, Saffo e la voce letteraria delle donne, Seneca e la post-verità. Ma questo libro è soprattutto una favolosa avventura collettiva che ha come protagoniste le migliaia di persone che nel corso del tempo hanno salvato e protetto i libri: cantori, scribi, miniatori, traduttori, venditori ambulanti, insegnanti, maestri, spie, ribelli, suore, schiavi, avventurieri… lettori al riparo delle montagne o di fronte al mare in tempesta, nelle grandi capitali dove l’energia si concentra o nelle comunità più remote dove il sapere si rifugia quando fuori infuria il caos.
Irene Vallejo
Bompiani
576
9788830105102
Questa nuova raccolta di poesie di Chandra Candiani nasce da un’esperienza reale: l’abbandono di Milano e il trasferimento in una casa su un alpeggio piemontese in mezzo a un bosco. Non che Chandra non avesse un forte rapporto con la natura anche da “cittadina”, ma quando le relazioni diventano fisiche, quando gli alberi e gli animali ti circondano, li vedi e li puoi toccare, vivi con loro, le sensazioni raggiungono un’intensità diversa, e le poesie che nascono da questa esperienza, pur nella continuità delle caratteristiche stilistiche e di pensiero, propongono una svolta, per esempio dissolvendo progressivamente i residui autobiografici e registrando i dati del mondo esterno e delle sue sofferenze con un sentire tanto più intimo quando più defilata è la posizione di ascolto. Nella poesia che apre la raccolta il personaggio che dice io entra in un bosco accompagnata da un puma e da un lupo: «Caro bosco / vengo a te in cerca della ferita che ci precede». È la bambina che conosciamo dai precedenti libri di poesia di Chandra, accompagnata da due angeli del mondo selvatico. Poesia dopo poesia troverà il giusto equilibrio e le giuste distanze di rispetto per vivere nel contatto costante con la natura. E imparerà a farsi attraversare dalla luce, dal vento e dal respiro di ogni essere vivente. Imparerà a far parte della pulsazione collettiva che ogni bosco è.
Chandra Livia Candiani
Einaudi
152
9788806258276
In un appassionato viaggio lungo la Penisola, Serenella Iovino ci mostra il paesaggio italiano: i resti di Gibellina su cui oggi sorge il Cretto di Burri, i territori porosi di Napoli e la bellezza anfibia di Venezia, le terre dolenti dell’Irpinia e dell’Aquila, e poi le Langhe, dove vigneti sterminati si intrecciano al passato partigiano. Di ognuno di questi paesaggi riesce a portare alla luce le ferite e i riscatti, le amnesie e le memorie che dicono chi siamo e chi vogliamo essere. Fin dalle prime pagine di “Paesaggio civile”, Serenella Iovino chiarisce subito che il paesaggio non è mai semplicemente un’esperienza estetica o una porzione di territorio catturata dal nostro sguardo. Ridurlo a questo significherebbe tradirlo. Il paesaggio, invece, è la sintesi dei corpi e delle storie che nel tempo ne hanno determinato la forma, e insieme è l’anima di comunità e luoghi che aspirano al futuro. Il paesaggio è un noi, un orizzonte politico che include tutti, e raccontarlo significa parlare delle violenze e degli abusi che lo sfigurano, ma anche dei sogni e dei progetti artistici che rispondono a queste violenze e abusi, e si impongono come necessari gesti di resistenza.
Serenella Iovino
Il Saggiatore
312
9788842831198
Il volume propone il frutto di quaranta anni di ricerche, che affrontano problemi sia di carattere storico generale sia mirati ad alcuni aspetti dell’urbanistica, dell’edilizia, della topografia, dell’archeologia della produzione e del consumo di Roma medievale e moderna. Pazienti riscontri tra i dati del terreno e quelli offerti dagli archivi danno sostanza al tentativo di ricostruire anche dettagliatamente alcuni paesaggi della città, sia nel cuore del suo tessuto urbano sia nella periferia del “disabitato” interno al circuito difensivo. La potente iniezione di archeologia di questi ultimi decenni ha rinsanguato la ricerca storica ponendola su nuovi binari, nei quali la vita economica, sociale, culturale e istituzionale di Roma ha trovato palcoscenici un tempo impensati, colti attraverso le strutture materiali ma in una costante ricerca delle persone, che quei paesaggi ebbero a costruire e animare nel corso di una evoluzione più che millenaria.
Daniele Manacorda
Viella
462
9788833137926
“Padri e figli” (1862) è l’analisi impietosa del conflitto generazionale che domina la Russia degli anni Sessanta dell’Ottocento. Ai padri, aristocratici, idealisti, immobili nella loro privilegiata sclerosi, si contrappongono i figli, democratici, materialisti, nichilisti. Impegnati a costruire un solido universo al negativo, rifiutano valori, principi, fedi: l’importante, dichiarano con arroganza, è cominciare a vivere «senza». Senza illusioni, senza palliativi, senza falsi idoli. Ma sono poi così falsi gli idoli contro cui essi si scagliano? È la domanda che percorre tutto il romanzo senza trovare una risposta univoca. Non ci sono verità consolatorie nell’universo di Turgenev: non quelle fideistiche che abbraccia Dostoevskij, né quelle etiche in cui si rifugia Tolstoj. Il mondo dei padri come quello dei figli è un mondo lacerato, pieno di contraddizioni insolubili, tormentate ambiguità, inquietudini sotterranee, dove ciascuno è solo con la sua pena segreta.
Ivan Turgenev
Garzanti
210
9788811360193
A poco più di dieci anni dalla scelta delle “Cinquanta poesie” di Mandel’stam uscita in questa stessa collana (1998), Remo Faccani propone ora un’edizione aggiornata di quel libro, accresciuta di trenta testi, che si giova anche del lavoro filologico condotto nel frattempo dai migliori studiosi russi. Ne risulta un’immagine più completa dell’autore, che tiene maggiormente conto delle poesie degli anni Trenta, quando Mandel’stam visse un’ultima stagione di grande ispirazione ed energia creativa, a dispetto della crescente ostilità del potere politico e della cultura ufficiale sovietica. Le traduzioni di Faccani si caratterizzano per l’impegno di restituire il più possibile integralmente le stratificazioni di senso tipiche di Manderstam: e dunque grande attenzione viene data alla trasposizione metrica in versi derivati dalla tradizione italiana e al tessuto sonoro dei testi, ma il largo ricorso a rime e assonanze non va a scapito di una resa semantica molto vicina all’originale. Operazione difficile ma assolutamente necessaria, perché il personale rapporto di Mandel’stam con il vuoto e con la morte passava anche, o soprattutto, attraverso la più precisa architettura del verso, unica speranza di dare una forma definita e resistente all’effimero respiro della vita.
Osip Mandel’stam
Einaudi
277
9788806196226
Il comandante Kee, il migliore amico del padre di Corto Maltese, è sul ponte del suo vascello, il Dedalo. Con lui viaggiano il figlio Bertram e il giovane Corto, fraterni compagni. Salpato dalla Sicilia, il meltemi lo spinge lontano dalla sua destinazione, Venezia, e lo costringe a trovare approdo ad Anticitera, isola greca dell’Egeo. Qui una vecchia conoscenza coinvolge il comandante Kee in una nuova avventura. Esperto pescatore il greco ha visto sul fondale un’antica imbarcazione che cela inaspettate rivelazioni. “Sembravano un mucchio di cadaveri che colavano fuori dalla nave. Uomini, cavalli, casse, anfore, oggetti. Erano tutti seminati a terra fuori da quello squarcio nel legno. Stavo finendo l’aria ma scesi ancora più vicino, e mi resi conto che erano statue, tantissime statue”. E allora il Dedalo fa rotta su Istanbul, dove quel prezioso e antico carico potrebbe trovare la più vantaggiosa delle destinazioni. Ma da azione scaturisce reazione e sulla scacchiera dell’avventura poche mosse di apertura preparano la battaglia. Kee, Bertram e Corto si sposteranno per gli oceani contagiati dagli eventi. Incontreranno a Venezia il duca, con cui stringeranno un patto, attraverseranno il Mar Cinese, il Mekong, per giungere nella terra dei Khmer, la Cambogia, e infine tra i templi di Beng Mealea, nelle foreste a nord-est di Angkor.
Marco Steiner
Sellerio
283
9788838933813
Friedrich Dürrenmatt
Marcos y Marcos
100
9788871680941
Ivan Aleksandrovǐc Goňcarov
Einaudi
492
9788806234874
Trovarsi la casa svaligiata dai ladri è senza dubbio un evento sinistro. Ma se spariscono anche la moquette, il rotolo della carta igienica, il forno e l’arrosto che attendeva lo scatto del timer, è palese che non può trattarsi di un semplice furto. E l’allibita vittima, un avvocato londinese agiato e pedante, ha tutto il diritto di pensare a una beffa del destino, o a una nuova formula di candid camera. Travolti da una realtà truce e idiota, l’avvocato e la sua spenta consorte si trovano ad affrontare un rompicapo di comica suspense, dal quale schizzano fuori colpi di scena turbinosi, mentre il lettore viene guidato verso un’esilarante catarsi di rara crudeltà.
Alan Bennett
Adelphi
95
9788845916106
Una scrittrice un tempo famosissima vive, fuma e beve in un appartamentino alla periferia di Colonia. I suoi libri sono abitati da ragazze troppo libere e affamate di felicità per non spaventare un regime di maschi eternamente in divisa. Non a caso sono stati bruciati dai nazisti e mai più ristampati. Alla fine degli anni Settanta, però, viene riscoperta e un’intera nazione riprende a leggerla. Allora giornali, radio e televisioni cominciano a contendersela, chiedendole di raccontare la sua incredibile vita. «Non sono mai stata il mio tipo» racconta in nove interviste inedite la straordinaria storia di Irmgard Keun, che ripercorre l’avventura della propria esistenza con il ritmo incalzante di una mai sopita voglia di meravigliarsi.
Irmgard Keun
L’orma
192
9791254760628