Dino Buzzati
Mondadori
222
Dino Buzzati
Mondadori
222
Il 15 gennaio del 1790, dopo aver navigato per mesi nei mari del Sud, Fletcher Christian e otto ammutinati del vascello Bounty, in fuga dalla Royal Navy, approdano su un’isola deserta nel mezzo dell’Oceano Pacifico: Pitcairn. Con loro, a bordo, ci sono dodici donne e sei uomini originari di Tahiti e di altre isole. L’insolito gruppo di fuggiaschi si stabilisce sull’isola e fa perdere le proprie tracce per quasi vent’anni. I primi a rientrare in contatto con loro saranno, nel 1808, gli uomini di una baleniera americana di passaggio nell’isola: il capitano della nave rimarrà meravigliato dall’armonia che regna in quella minuscola, sperduta e bizzarra società. La realtà, però, è più complessa delle apparenze: dei quindici uomini sbarcati originariamente sull’isola, ne è rimasto vivo soltanto uno. Le donne sopravvissute sono nove, alle quali si aggiungono gli oltre venti bambini nati nel frattempo. E, soprattutto, dei quattordici uomini morti durante quei diciotto anni, tredici sono stati assassinati. Che cosa è successo? Cosa ha scatenato questa feroce ondata di violenza all’interno di una piccola comunità in fuga dal mondo, che si era rifugiata in un luogo remoto per iniziare una nuova vita? Attingendo con rigore alle scarse fonti dirette, e confrontando gli studi storici con il mito hollywoodiano, questo libro ricostruisce il percorso di un gruppo di individui che, in cerca di una nuova via, mossi dalla volontà di creare un diverso modello di società, si ritrovarono a vivere un incubo.
Sébastien Laurier
Nutrimenti
122
9788865945971
Per un periodo non breve della sua esistenza, la biblioteca dei Tolomei aveva incarnato il sogno surreale che vi possa essere, o sia da qualche parte esistito, un luogo di raccolta di tutti i libri di tutto il mondo. Meritata espiazione dunque sarebbe stata, se ci fu, la fine nel fuoco, devastante consorte dei libri d’ogni tempo. Ma perì davvero nella guerra tra Cesare e l’ultimo dei Tolomei la maggiore biblioteca del mondo antico? Luce inattesa promana da un passato più remoto: dalla illusionistica vicenda della biblioteca di Ramsete.
Luciano Canfora
Sellerio
203
9788838903748
“All’inizio, nel secondo Ottocento, c’è il patriarca Luigi Sacco, bracciante d’ingegno e passione. Vengono poi i discendenti, grandi lavoratori tutti, e socialisti, tra emigrazione transoceanica e chiamata alle armi nella Grande Guerra, malversazioni e canaglierie di rozzi capimafia con alle spalle pupari altolocati, che prosperano nella latitanza dello Stato e sanno come avvantaggiarsi nella tragica notte del fascismo, nonostante il pugno di ferro del prefetto Mori (e grazie ad esso, anzi) che seppe abbattersi anche sui comuni oppositori politici. I cinque fratelli Sacco conoscono la disperazione a vivere in un regime di mafia. Si danno alla latitanza. Si sentono investiti di un ruolo di supplenza nella lotta (armata) contro i persecutori mafiosi. Diventano giustizieri solitari, nel silenzio ottuso dell’omertà: cittadini eslègi di uno Stato che non ha saputo garantirli. Vengono arrestati, processati, e inventati come “banditi” e predoni d’assalto. In carcere conoscono l’antifascismo. Incontrano Umberto Terracini e incrociano Gramsci. Il succo della storia, di questo western nostrano di onest’uomini indotti e costretti a farsi vendicatori, è di declinazione manzoniana: ‘I provocatori, i soverchiatori, tutti coloro che, in qualunque modo, fanno torto altrui, sono rei, non solo del male che commettono, ma del pervertimento ancora a cui portano gli animi degli offesi’.” (Salvatore Silvano Nigro)
Andrea Camilleri
Sellerio
186
9788838931079
Le poesie di Chandra Livia Candiani si rivolgono spesso a un tu variabile, che di volta in volta si riferisce a persone presenti o assenti, prossime o lontane nello spazio e nel tempo, o ancora: comunità in potenziale ascolto, entità non individuabili, la morte, parti dell’io poetante (“Io ti converto in fame / mio silenzio”). Ma questo tu assomiglia molto a un noi creaturale che accomuna dèi, uomini e cose in una sorta di fratellanza universale in cui l’insistenza pronominale funge più da invocazione che da individuazione. O da “istruzioni per l’uso”, come nella splendida “Mappa per l’ascolto” (“Dunque, per ascoltare / avvicina all’orecchio / la conchiglia della mano”) o la corrispondente “Mappa per pregare”. Della stessa serie “pedagogica” è la strofa di “istruzioni per abbracciarsi” che abbiamo messo in copertina. Chi parla, in questi casi, è una voce sapiente ma non saccente, un soffio leggero con la forza di un vento impetuoso: il risultato di una miscela di linguaggio quotidiano e metafore evocative, colloquialità e schemi anaforici sacrali. Nel libro ci sono anche poesie sulla parte infantile di sé (secondo lo schema io-tu-noi-tutti) da coltivare o recuperare, poesie sul silenzio, sul desiderio; bellissime quelle sul lutto, declinate in varie fasi della raccolta, che sembrano contenere il massimo di precisione proprio quando i rapporti tra presenze e assenze sembrerebbero entrare nelle zone della vaghezza e dell’oscurità.
Chandra Livia Candiani
Einaudi
158
9788806210236
Samuel Taylor Coleridge
Einaudi
65
9788806023522
Silvana Bartoli
Sellerio
248
9788838911095
“L’urlo del mare e il buio” di Malcolm Lowry ripropone in lingua italiana l’unica raccolta di versi del grande narratore inglese, autore del celebre romanzo “Sotto il vulcano”. Le poesie, tutte di carattere autobiografico, ripercorrono i suoi vagabondaggi per mare e per terra e le sue riflessioni sotto il vulcano. Lowry è un apocalittico della generazione di Dylan Thomas, che lavora di cesello in un labirinto di parole oniriche e disperate. Il volume è composto da diverse sezioni: “L’urlo del mare e il buio” (le navigazioni di Lowry ragazzo), “Tuoni oltre Popocatepetl” (l’esperienza messicana), “Cantinas” (la sua esperienza con l’alcolismo), “Venere”, “Il comico”, “Canti dalla spiaggia” (il periodo canadese), e “La lingua dell’umana pena”.
Malcom Lowry
Crocetti
192
9788883063329
Marguerite Yourcenar
Feltrinelli
304
9788807810626
A Vigàta è tornato l’inverno. E il commissario Montalbano non è più un ragazzino. Lo si avverte perché i segni lasciati da tutte le inchieste passate riaffiorano qua e là, con i colori della nostalgia, a ogni passo di quest’ultimo caso. Un caso anomalo in cui il cadavere non spunta all’inizio, e Montalbano non ne è proprio il titolare, ma vi si intrufola. Troppe coincidenze lo spingono. Scava nella scomparsa di un finanziere truffatore, che si è portato via i soldi di mezzo paese e dintorni, e poi del suo aiutante. E la soluzione sarebbe una fuga banale, col malloppo sottratto ai molti polli dell’epoca della borsa, connessa a un omicidio, se assai più carica di dolente orrore non si profilasse una soluzione laterale.
Andrea Camilleri
Sellerio
221
9788838917295
Vladimir Nabokov
Adelphi
101
9788845913938
«Ho avuto tre madri e non ne ricordo nemmeno una». Macondo, quindici anni, quoziente intellettivo da capogiro, lettore vorace con il mito di Sherlock Holmes e Martin Mystère, una passione inconfessata per la Bea, vuole scoprire che cosa c’è davvero nel suo passato. È una zona buia troppo grande per ignorarla, ma l’amatissima nonna, l’anticonformista artista cilena Rocío Sánchez, che pur conosce ogni verità, è determinata a rivelargliela solo dopo il traguardo dei diciotto anni: nel frattempo custodisce ciò che c’è da custodire dentro una scatola inaccessibile, lassù, sull’ultimo scaffale del suo studio. Animo da detective, e scatola fuori portata, Macondo comincia un’indagine personale, raccogliendo indizi e aneddoti che carpisce dalla tribù di amici di Rocío spesso radunati a casa loro, e dai foglietti che la nonna gli scrive strappandoli da un blocchetto che porta sempre appeso al collo: un intervento alla gola le ha portato via la voce e lei rimedia così, matita alla mano. Macondo scoprirà presto di portare inscritto nel nome ben più del senso di solitudine ispirato dal paese inventato da Gabriel García Márquez: nel suo nome è racchiusa tutta la sua storia. La sua ricerca d’identità diventa allora un cammino sia verso se stesso, sia verso chi lo ha amato, un percorso che lo conduce fino all’Istante largo, soggetto di un quadro della nonna, ma soprattutto epifania di un momento che apre le porte della consapevolezza: la famiglia non è necessariamente una struttura costruita a priori, ma può assumere le forme più diverse, spuntare in situazioni in cui i legami di sangue non ricoprono alcun ruolo, diventare uno spazio immenso per chi ama. Con una scrittura limpida e poetica, Sara Fruner ci offre una riflessione insieme intensa e lieve sull’imprevedibilità dei legami che ci forgiano. E se gli amori sono rimasti incompiuti, se sono terminati troppo presto, ogni legame spezzato del nostro passato può avere una seconda, inattesa chance, che ci sorprende.
Sara Fruner
Bollati Boringhieri
288
9788833934464