Boris Pilniak: la Bilancia della rivoluzione russa e la luna che nessuno riuscì a spegnere
Nel 1926 la rivista Novyj Mir esce con un racconto che viene ritirato dalle edicole in pochi giorni. Racconta di un comandante dell’Armata Rossa, Gavrilov, richiamato a Mosca per un’operazione allo stomaco di cui non ha bisogno. Lui lo sa. I medici lo sanno. Si stende sul lettino comunque, e muore sotto l’anestesia. Fuori la luna galleggia sulla città, ostinata, inutile, bellissima.
Tutti i lettori capirono chi era Gavrilov. Michail Frunze, commissario alla Guerra, era morto il 31 ottobre 1925 dopo un intervento chirurgico voluto dall’alto. Capirono anche chi fosse l’uomo che nel racconto siede rigido e non si piega mai. Il titolo era Racconto della luna non spenta. Il suo autore si chiamava Boris Andreevič Wogau, ma tutta la Russia lo conosceva come Pil’njak.
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