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Breve storia del tardo impero ottomano

Posted on 6 Marzo 20246 Marzo 2024 by MANIPA

Un appassionante viaggio nel cuore dell’Impero ottomano, il «malato d’Europa», alle prese con le sfide della modernità.
Già per il fatto singolare di essere esteso su tre continenti e di essere la porta tra di essi, l’Impero ottomano era lo Stato più cosmopolita e (come sovente è ricordato) con elevati livelli di tolleranza tra popoli culture e religioni. Questo è forse il motivo per cui oggi, in tempi di crescenti rivalità etniche, sembra aumentare la curiosità verso di esso da parte di coloro che si interessano di storia. Scomparve subito dopo la fine della Grande Guerra quando era considerato da decenni il «grande malato» d’Europa. Ma era davvero così o questa considerazione era solo una rappresentazione delle narrazioni nazionalistiche fatte proprie dagli Stati-nazione?

breve storia del tardo impero ottomano longhitano

Per l’autore di questo libro, che racconta gli anni del tramonto tra il 1789 e il 1918, rispondere alla domanda significa ricostruire il modo in cui l’impero affrontava «la sfida essenziale di forgiare una risposta ottomana alla modernità», sfida della modernità che investiva in quell’epoca tutte le monarchie europee. E questa ricostruzione permette di tentare una visione diversa delle cose: «Non furono le dinamiche interne dell’impero ma il nuovo ordine internazionale a suonare la campana a morto del “malato d’Europa”. Sebbene non avesse il potere innato di trasformarsi in un nuovo tipo di impero più adatto all’epoca moderna, i suoi dirigenti avrebbero potuto prolungarne notevolmente la vita se nel 1914 avessero op-tato per la neutralità».

Lo scopo dello storico dell’Università di Princeton Hanioğlu è dunque quello di sfatare il mito negativo di una «concezione della tarda storia ottomana eccessivamente teleologica, risultato inevitabile e prevedibile del declino di un impero multinazionale», e in quanto tale destinato a un «crollo al ritmo incessante della marcia del progresso (di solito associato all’occidentalizzazione, alla secolarizzazione e al nazionalismo)». Privilegiando le tendenze e le analisi, rispetto agli eventi singoli e alle cifre, come richiede un’opera di sintesi, questa Breve storia oppone alle grandi astrazioni ideologiche (riassumibili nei termini di arretratezza orientale/modernità occidentale) le concrete contraddizioni proprie della vita della società ottomana in tutte le sue sfaccettature: esamina il permanente contrasto tra centralismo e governi locali, i burrascosi cambiamenti socioeconomici, quelli culturali, la necessità di integrare le politiche ottomane entro il quadro contemporaneo europeo e mondiale.

E il risultato non è solo quello di una più adeguata e approfondita conoscenza della storia, ma anche quello della comprensione delle radici dell’attualità, della vera eredità lasciata dalle rovine di quell’impero – cioè la Turchia di oggi, il Medio Oriente, una parte importante dell’Europa –; eredità con cui il mondo è fortemente alle prese oggi.

Autore M.Sukru Hanioglu tradotto da Alfonso Geraci

Editore Sellerio, La diagonale. Pagine 340 ISBN 9788838945274

manipa psicologia

Gli europei e il mondo.

Posted on 6 Marzo 202411 Marzo 2025 by MANIPA

Civiltà, imperi, economie da Tamerlano alle guerre dell’oppio.

Grande storia di sintesi dal 1400 al 1800 Gli europei e il mondo ripercorre gli eventi che portarono al nascere e all’affermarsi del dominio occidentale sul mondo: l’ordine economico e geopolitico creato dagli europei che oggi viene rimesso in discussione da protagonisti che possono apparire nuovi mentre sono in realtà da sempre gli attori del teatro globale.
«Cambiando la dimensione percepita di ciò che è il mondo presente, deve cambiare anche, se lo si vuol conoscere, la percezione del suo passato». Gli europei e il mondo ripercorre i grandi eventi che portarono al nascere e all’affermarsi del dominio occidentale sul mondo: l’ordine economico e geopolitico creato dagli europei che oggi viene rimesso in discussione da protagonisti che possono apparire nuovi mentre sono in realtà da sempre gli attori del teatro globale.

gli europei e il mondo

L’analisi inizia intorno alla metà del XIV secolo: una serie di avvenimenti – il più suggestivo dei quali, le scorribande di Tamerlano tra Asia ed Europa – mette fine «all’Eurasia di Marco Polo», si spezza la continuità dalla Spagna alla Cina mediata dall’Islam, grazie alla quale la periferica Europa era entrata nei grandi circuiti mondiali di commercio e di civiltà. Il capitolo finale ricostruisce gli scenari delle guerre dell’oppio di primo Ottocento: attraverso l’imposizione violenta, che soggioga la Cina a colonia di fatto, si completa il disegno europeo di «attaccare il sistema produttivo dei grandi paesi asiatici e di metterne gli enormi mercati al servizio del proprio sviluppo». Sono quindi i cinque secoli dell’assalto dell’Europa al mondo. Secoli che la storiografia tradizionale di stampo eurocentrico dipinge come il processo continuo e necessario con cui l’Occidente attraeva nel campo della civiltà aree sottosviluppate, cioè permetteva «al mondo di entrare nella storia».

Questo modello eurocentrico implica enormi oscuramenti e illusioni ottiche sulla realtà storica. Per esempio non ci ha fatto mai «sospettare che l’Islam sia stato sul punto di conquistare il mondo, che Cina e India siano state, fino agli inizi del secolo XVIII, i paesi più ricchi». Ma soprattutto disorienta nella comprensione del presente perché «non ci dice nulla delle grandi civiltà del nostro mondo», le stesse risorgenti antiche civiltà che stanno oggi plasmando la nuova epoca. La prospettiva che invece questo libro abbraccia è quella della globalità e della connessione. In essa il tempo storico si snoda quale pluralità di civiltà, ciascuna compiuta in sé funzionalmente, e al contempo collegata sistematicamente alle altre.

Questo concretamente significa che metà dei capitoli è dedicata ai paesi extraeuropei, in una alternanza che fa vedere come realtà di primo piano secondo il vecchio eurocentrismo decadano, mentre altri fatti, di solito trascurati, risaltino pieni di conseguenze. E grazie all’impostazione che non teme il disegno globale, emergono le grandi domande della storia: perché – ad esempio – non è stata la Cina, così a lungo prevalente, ad invadere l’Occidente? Qual è stato il ruolo dell’Islam di mediatore e diffusore di civiltà? Rivoluzione industriale occidentale o diffuse rivoluzioni industriose? Grande storia di sintesi, Gli europei e il mondo mette di fronte al lettore «i frutti di un lavoro storiografico internazionale che trova difficoltà ad entrare nella nostra storiografia», affinché non restino relegati agli specialisti. Quando, al contrario, formano un sapere prezioso per capire dove stiamo andando, «riemergendo nelle vicende dei nostri giorni nodi dei secoli passati: Taiwan, Afghanistan, via della seta, Africa, sunniti, sciiti, Balcani, Crimea, Ucraina, Mar Nero, Polonia, Stati baltici».

Autore Gino Longhitano. Gino Longhitano ha insegnato Storia moderna al’Università di Catania. I suoi studi si concentrano in particolare sul liberalismo e sulla Francia tra Settecento e Ottocento.

Editore Sellerio, pagine 480 ISBN 9788838945977

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Grida, Esitazione e Antiche storie riscritte di Lu Xun

Posted on 4 Marzo 20245 Marzo 2024 by MANIPA

Con lo scrittore Lu Xun (1881-1936) inizia, nei primi del Novecento, la letteratura cinese moderna. Autore di opere narrative e in più scritte nella «lingua piana», più comunemente parlata («il fondatore della lingua cinese moderna», lo presentava Dario Fo), completava, grazie a queste sue decisive innovazioni, due rivoluzioni nella tradizione. Nel Celeste Impero solo le opere poetiche avevano le doti per essere considerate vera letteratura, mentre ne era esclusa la narrativa, e per di più dovevano essere composte in lingua letteraria, cioè aulica, artificiale, poco comprensibile a chi era fuori dalle élite.

Questa spinta al cambiamento è spesso evidente nelle situazioni e nei personaggi dei suoi racconti, che per lo più parlano di storie piccole, quotidiane, che dipingono in modo vivacissimo la vera vita nei villaggi e nei quartieri delle persone vere, incastrate nelle ironie, o nei paradossi, o nelle tragedie della loro esistenza. In uno stile ondeggiante tra il satirico e il grottesco. Opere che fra l’altro in generale mostrano la forza universale del genere racconto, capace di trasmettere in un lampo di immediatezza la colorazione emotiva di una condizione, per quanto lontana. Di farla sentire. Lu Xun fu introdotto in Italia fin dalla metà del secolo scorso, con rare anteprime precedenti. Interessava la varietà del suo lavoro, dal saggio al racconto; e probabilmente attirava che l’autore rappresentasse contemporaneamente due aspetti, gli sforzi di un enorme paese per entrare nella modernità e il peso e le permanenze di una civiltà antichissima e ammirevole.

Grida Lu Xun

“Grida” è il primo dei tre volumi dell’edizione completa dei suoi racconti, in una nuova traduzione originale. Scrive nella Postfazione Nicoletta Pesaro che ha curato il volume: «Ma l’intuizione e la genialità dello scrittore, sicuramente il più significativo e influente di tutto il secolo scorso in Cina, non si manifestano soltanto nell’aver promosso la narrativa nel sistema letterario cinese; la forza e la passione riformista e rivoluzionaria, una straordinaria e suggestiva potenza artistica, il dualismo fra tradizione e modernità così come lo scarto tra volontà illuministica dell’intellettuale e la pessimistica constatazione dell’inerzia del popolo contadino, uno stile, infine, irregolare e a tratti spigoloso che coglie spunti sia dall’esperienza del racconto russo e dell’est europeo sia dalla tradizione lirica cinese: tutti questi elementi rendono irripetibile e artisticamente eccezionale la sua narrativa».

Esitazione Lu Xun

Esitazione – «Quando pubblica questa seconda raccolta di racconti», scrive nella Postfazione la curatrice Nicoletta Pesaro, «composti a Pechino nel breve arco di tempo tra il 1924 e il 1925, Lu Xun passa dall’angosciato appello del combattente pessimista ma non ancora rassegnato al silenzio, dalle “grida” lanciate per risvegliare gli animi assopiti o ottusi del suo popolo, a un “camminare avanti e indietro in preda all’incertezza” (significato del titolo di questa seconda antologia). Il coraggio della disperazione si trasforma in uno stato di profondo dilemma».

Antiche storie riscritte Lu Xun

Antiche storie riscritte – Dopo la pubblicazione di Grida ed Esitazione, Sellerio propone in una nuova traduzione curata da Fiorenzo Lafirenza Antiche storie riscritte, il terzo e ultimo volume dell’edizione completa dei racconti di Lu Xun, testi fondanti della letteratura cinese moderna
La creazione, casuale, inconscia, dell’umanità da parte di una dea pigra. Vita domestica di un eroe «sposato con la Luna». Il salvatore dell’impero dal diluvio per dispetto alla moglie e dileggio alla ciarlataneria degli eruditi. I fratelli eremiti vittime della devozione zelante alla tradizione. Alcune giornate dell’eccellente Laozi, filosofo anti-confuciano, alle prese con la vecchiaia e la banalità del mondo. Mozi, fautore di un pacifismo filantropico, si scontra con un discepolo di Confucio («ma se combattono anche cani e porci?»). Maestro Zhuangzi si imbatte in un teschio e comincia un farsesco dialogo sulla morte che svela di che stoffa è fatto. Antiche storie riscritte, terzo volume che conclude la raccolta di tutti i racconti del padre della letteratura cinese moderna, attinge ai miti e alle leggende della vecchia Cina, ma li manipola, li distorce, li stravolge lambendo ampiamente il grottesco. Compie, delle loro figure per millenni venerate, una terrestre genealogia, approfondendo in questo modo lo «smantellamento della morale confuciana» – scrive Fiorenzo Lafirenza nell’Introduzione – dominante nella storia, nel costume e nella ingiustizia sociale. Usa, Lu Xun, i mezzi del «faceto», dell’«arguzia», dell’«astuzia», di cui i critici ufficiali lo accusavano e lui se ne faceva vanto come un sarcasmo in più contro la cultura di potere delle élite.

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