Ci sono autori che si scelgono e autori che accadono. James Hillman è stato, per me, della seconda categoria. Non l’ho cercato in libreria seguendo una recensione o il consiglio di qualcuno: è entrato nel mio scaffale per vie oblique, una per volta, nel corso di anni — e ogni volta che uno dei suoi libri arrivava, capivo di averlo aspettato senza saperlo. Guardando ora i miei otto volumi di Hillman allineati insieme, vedo che raccontano un percorso — il mio, oltre che il suo.
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