Camilo José Cela: la storia va contropelo alle idee

Esiste una cattiva abitudine del lettore frettoloso: saltare le prefazioni. Con Camilo José Cela, nato l’11 maggio 1916, questa abitudine diventa un errore critico. Le quattro note alle edizioni successive de L’alveare, contenute nell’edizione Einaudi del 1990, traduzione di Sergio Ponzanelli, non sono materiale paratestuale, note d’autore da sfogliare distrattamente prima di arrivare al romanzo vero. Sono parte integrante dell’opera. Sono, anzi, il suo manifesto sommerso: una poetica costruita pezzo per pezzo nel corso di vent’anni, con la stessa nonchalance ironica con cui Cela guarda tutto — la storia, la politica, la letteratura, la morte.
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