Migliaia di anni prima che qualcuno disegnasse una carta natale, l’uomo aveva già capito che il solstizio d’estate non era un giorno come gli altri. Lo aveva capito con il corpo, prima ancora che con la mente: lo aveva visto nelle ombre che si accorciavano, nei raccolti che maturavano, nella luce che sembrava indugiare più a lungo sopra i campi. E aveva deciso di rispondere a quella sensazione nell’unico modo che conosceva: costruendo.
Continua a leggere “Solstizio d’estate 2026: Sole, pietre antiche e… i fratelli Karamazov”.Tag: Astrologia
Federico García Lorca e Poeta a Nuova York: la parola al cospetto dell’abisso
Federico García Lorca e Poeta a Nuova York: la parola al cospetto dell’abisso
Nell’estate del 1929 Federico García Lorca, poco più che trentenne e già celebrato come la voce più luminosa della sua generazione, lasciò la Spagna per imbarcarsi verso gli Stati Uniti, dove avrebbe trascorso quasi un anno fra le aule della Columbia University e le strade di una Manhattan che di lì a pochi mesi sarebbe sprofondata nel più rovinoso crollo finanziario del secolo. Da quell’esperienza di spaesamento — un poeta andaluso, cresciuto nella luce e nel canto popolare della Vega di Granada, gettato nel cuore pietrificato del capitalismo moderno — nacque la raccolta più radicale e visionaria della sua intera opera.
Continua a leggere “Federico García Lorca e Poeta a Nuova York: la parola al cospetto dell’abisso”.Guadalupe Nettel: la scrittrice che abita il confine
Guadalupe Nettel La scrittrice che abita il confine
La vita: uno sguardo biforcato sulla realtà
Guadalupe Nettel nasce il 27 maggio 1973 a Città del Messico, in una famiglia dove la cultura non è ornamento ma necessità vitale. Cresce immersa nel fervore intellettuale della capitale messicana degli anni Settanta e Ottanta, in un contesto che la porterà, fin dalla prima adolescenza, a interrogarsi sui margini della percezione e sull’ambiguità dello sguardo, elemento che non è soltanto metaforico nella sua vicenda personale: Nettel è affetta da una malformazione all’occhio destro che, nel corso dell’infanzia, la costringe a indossare una benda per potenziare l’occhio debole.
Louis-Ferdinand Céline Viaggio al termine della notte
Louis-Ferdinand Céline Viaggio al termine della notte: Il graffio sotto la superficie
Brevi cenni alla vita di Celine
Louis-Ferdinand Destouches, che il mondo avrebbe conosciuto sotto lo pseudonimo materno di Céline, nacque a Courbevoie il 27 maggio 1894 da una famiglia della piccola borghesia parigina. Il padre era impiegato di compagnia assicurativa, la madre gestiva un negozio di merletti. Un’infanzia senza eccessi, segnata dall’odore del commercio minuto e dalla consapevolezza precoce che il mondo si divide tra chi possiede e chi serve.
Continua a leggere “Louis-Ferdinand Céline Viaggio al termine della notte”.Jamaica Kincaid: la scrittura come atto di fondazione
Jamaica Kincaid: la scrittura come atto di fondazione
La vita
Vi sono esistenze che sembrano costruite attorno a un’unica, irrinunciabile scelta: quella di partire. Non nel senso romantico del viaggio come scoperta, ma nel senso più radicale e doloroso del taglio — la separazione deliberata da tutto ciò che si è stati, da tutto ciò che ci ha formati, da tutto ciò che avrebbe potuto tenerci fermi.
Continua a leggere “Jamaica Kincaid: la scrittura come atto di fondazione”.Paola Masino e Nascita e morte della massaia: il corpo femminile come campo di battaglia nel Novecento italiano
Nata a Pisa il 20 maggio 1908, Paola Masino appartiene a quella generazione di scrittrici italiane del primo Novecento che il canone letterario ufficiale ha sistematicamente marginalizzato, riservando loro al massimo una nota a piè di pagina nelle storie della letteratura dedicate ai grandi movimenti d’avanguardia maschili.
Eppure la sua traiettoria intellettuale e biografica è tutt’altro che periferica: compagna di vita dello scrittore Massimo Bontempelli — figura centrale del Novecentismo e del realismo magico italiano — Masino si formò in un ambiente di vivace sperimentazione letteraria, frequentando i circoli culturali romani degli anni Venti e Trenta e contribuendo a riviste d’avanguardia come «900» e poi «Quadrante».
La sua scrittura, fin dagli esordi con Periferia (1933) e Monte Ignoso (1931), si segnalò per un’originalità stilistica che non trovava collocazione comoda nelle categorie critiche disponibili: né realismo, né surrealismo puro, ma una visionarietà radicata nel corpo, nella materia, nel dettaglio domestico elevato a simbolo.
Continua a leggere “Paola Masino e Nascita e morte della massaia: il corpo femminile come campo di battaglia nel Novecento italiano”.Sigrid Undset: Kristin Lavransdatter e il prezzo del desiderio femminile nel Medioevo norvegese
Nata il 20 maggio 1882 a Kalundborg, in Danimarca, da padre norvegese — l’archeologo Ingvald Undset, studioso delle civiltà preistoriche — Sigrid Undset crebbe in un ambiente intellettuale che le trasmise l’abitudine a pensare il passato come territorio vivo, non come reperto.
Quando il padre morì, lei aveva appena undici anni: la famiglia si trasferì a Christiania, l’odierna Oslo, e la necessità economica la condusse per un decennio a lavorare come impiegata in un ufficio commerciale, anni che non sprecò, impiegandoli nella lettura sistematica delle saghe nordiche medievali e nella stesura dei suoi primi romanzi.
Esordì nel 1907 con Fru Marta Oulie, ambientato nel presente e già dominato dalla questione che attraverserà tutta la sua opera: il conflitto tra desiderio individuale e legame morale, tra fedeltà a se stessi e fedeltà agli altri.
Continua a leggere “Sigrid Undset: Kristin Lavransdatter e il prezzo del desiderio femminile nel Medioevo norvegese”.Arthur Schnitzler: Doppio sogno e il labirinto dell’inconscio tra letteratura e psicoanalisi
Il labirinto dell’anima: Schnitzler e il crepuscolo viennese
Arthur Schnitzler nacque a Vienna il 15 maggio 1862, figlio di un medico laringologo di origine ebraica assimilata, in quella borghesia colta e cosmopolita che era l’ossatura intellettuale dell’Impero asburgico al suo tramonto. Seguì le orme paterne laureandosi in medicina — specializzandosi in neurologia e psichiatria — ma quasi subito la letteratura prese il sopravvento sulla clinica.
Divenne il più acuto scrittore della Vienna di fine Ottocento, amico e interlocutore privilegiato di Sigmund Freud, con il quale condivideva non solo la formazione scientifica ma anche l’ossessione per i movimenti sotterranei della psiche. Freud lo definì il suo “sosia”, e non era un complimento di cortesia: era il riconoscimento di una parentela metodologica profonda. Schnitzler morì a Vienna nel 1931, dopo aver assistito alla dissoluzione di tutto ciò che aveva formato il suo mondo.
Continua a leggere “Arthur Schnitzler: Doppio sogno e il labirinto dell’inconscio tra letteratura e psicoanalisi”.Michail Bulgakov: vita, opere e tema natale dello scrittore che sfidò Stalin
La ferita e il fuoco: Bulgakov, scrittore impossibile
Michail Afanas’evič Bulgakov nacque a Kiev il 15 maggio 1891, quarto figlio di un professore di teologia, in una famiglia colta e profondamente legata alla cultura russa ortodossa. Studiò medicina, esercitò brevemente come medico di campagna durante la guerra civile russa, esperienza che lo segnò nel profondo, e negli anni Venti si trasferì a Mosca con l’ambizione di diventare scrittore. Lo divenne, e questo gli costò tutto.
Dopo un esordio accolto favorevolmente, il regime sovietico mise al bando quasi tutte le sue opere: i romanzi erano troppo ironici, i personaggi troppo umani, la satira troppo trasparente. Dal 1930 al 1940, anno della sua morte, a soli quarantotto anni, per una nefropatia ereditaria, visse in una condizione di scrittore sorvegliato, pubblicato a singhiozzo, ridotto a lavorare come librettista al Teatro Bolshoi. Scrisse nel cassetto, per i posteri, sapendo che quella era l’unica libertà rimasta.
Continua a leggere “Michail Bulgakov: vita, opere e tema natale dello scrittore che sfidò Stalin”.Camilo José Cela: la storia va contropelo alle idee
Camilo José Cela: la storia va contropelo alle idee

Esiste una cattiva abitudine del lettore frettoloso: saltare le prefazioni. Con Camilo José Cela, nato l’11 maggio 1916, questa abitudine diventa un errore critico. Le quattro note alle edizioni successive de L’alveare, contenute nell’edizione Einaudi del 1990, traduzione di Sergio Ponzanelli, non sono materiale paratestuale, note d’autore da sfogliare distrattamente prima di arrivare al romanzo vero. Sono parte integrante dell’opera. Sono, anzi, il suo manifesto sommerso: una poetica costruita pezzo per pezzo nel corso di vent’anni, con la stessa nonchalance ironica con cui Cela guarda tutto — la storia, la politica, la letteratura, la morte.
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Maggio in biblioteca: gli scrittori del mese
Un indice di voci, storie e opere per orientarsi tra i libri di maggio
Ogni mese ha la sua costellazione di scrittori: date di nascita che si disperdono lungo il calendario come punti su una carta celeste, ognuno portatore di un universo letterario distinto. Maggio è un mese straordinariamente affollato — venticinque autori e autrici della biblioteca Manipa compiono gli anni tra il primo e il trentuno, provenienti da dodici paesi, scriventi in nove lingue, capaci di coprire un arco temporale che va dal 1862 al 1973. Questo indice non ha ambizioni enciclopediche: è una mappa di lavoro, un punto di partenza. A ciascuno degli autori elencati qui sarà dedicato un articolo specifico; a ciascun libro, quando sarà il momento, una scheda. Per ora, un ritratto sintetico — i tratti essenziali di una voce, le opere che ne abitano gli scaffali.
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Ci sono autori che si scelgono e autori che accadono. James Hillman è stato, per me, della seconda categoria. Non l’ho cercato in libreria seguendo una recensione o il consiglio di qualcuno: è entrato nel mio scaffale per vie oblique, una per volta, nel corso di anni — e ogni volta che uno dei suoi libri arrivava, capivo di averlo aspettato senza saperlo. Guardando ora i miei otto volumi di Hillman allineati insieme, vedo che raccontano un percorso — il mio, oltre che il suo.
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